Io ho il diritto di scegliere la mia morte per il bene degli altri.- Umberto Eco
Io ho il diritto di scegliere la mia morte per il bene degli altri.
L'umanità non sopporta il pensiero che il mondo sia nato per caso, per sbaglio, solo perché quattro atomi scriteriati si sono tamponati sull'autostrada bagnata. E allora occorre trovare un complotto cosmico, Dio, gli angeli o i diavoli.
Sa che si può essere ossessionati dal rimorso tutta la vita, non per aver scelto l'errore, di cui almeno ci si può pentire, ma per essersi trovati nell'impossibilità di provare a sé stessi che non si sarebbe scelto l'errore.
Chi ride è malvagio solo per chi crede in ciò di cui si ride.
Scoprii che più amara della morte è la donna, che è come il laccio dei cacciatori, il suo cuore è come una rete, le sue mani funi.
Le opere letterarie ci invitano alla libertà dell'interpretazione, perché ci propongono un discorso dai molti piani di lettura e ci pongono di fronte alle ambiguità e del linguaggio e della vita.
Se si sfrega a lungo e fortemente le dita di una mano sul dorso dell'altra e poi si annusa la pelle, l'odore che si sente, quello è l'odore della morte.
La morte non è così tragica. Tra cent'anni, ciascuno di noi non ci penserà più.
Il pensiero della morte ci inganna, perché ci fa dimenticare di vivere.
La morte è il fondo scuro che serve a uno specchio se vogliamo vedere qualcosa.
O ciechi, il tanto affaticar che giova? Tutti torniamo a la grande madre antica, E il nome nostro a pena si ritrova.
Notare nei cimiteri il grande rispetto della morte da parte di gente che non ha rispetto per la vita.
Morire sarà una splendida avventura.
L'ambizione è la morte del pensiero.
La morte non è niente per noi. Ciò che si dissolve non ha più sensibilità, e ciò che non ha sensibilità non è niente per noi.
Al mondo di sicuro ci sono solo la morte e le tasse.