Io ho il diritto di scegliere la mia morte per il bene degli altri.- Umberto Eco
Io ho il diritto di scegliere la mia morte per il bene degli altri.
La verità è una giovinetta tanto bella quanto pudica e perciò va sempre avvolta nel suo mantello.
Perché un angolo retto misura novanta gradi? Domanda mal posta: lui non misura niente, sono gli altri che misurano lui.
Franti ride perché è cattivo ? pensa Enrico ? ma di fatto pare cattivo perché ride.
Senza un occhio che lo legga, un libro reca segni che non producono concetti, e quindi è muto.
Si può essere colti sia avendo letto dieci libri che dieci volte lo stesso libro. Dovrebbero preoccuparsi solo coloro che di libri non ne leggono mai. Ma proprio per questa ragione essi sono gli unici che non avranno mai preoccupazioni di questo genere.
È ridicolo correre verso la morte per stanchezza della vita, quando è il tuo sistema di vita che ti fa correre incontro alla morte.
Spero di resistere alle mattutine serenate della morte.
Il problema più importante, quello della morte, è trattato sempre e solo da incompetenti. Non conosciamo il parere di nessun esperto.
Siamo tutti rassegnati alla morte; è alla vita che non arriviamo a rassegnarci.
Pochi uomini desiderano veramente di morire; ma infiniti vorrebbero non esser mai nati.
E la morte passò con la nuda falce a produrre tanti vuoti nelle nostre già sparute schiere di sopravvissuti.
La morte mette fine alla vita, non ad una relazione.
Ogniqualvolta muore un uomo, è un universo intero a venire distrutto. Ce ne rendiamo conto non appena ci identifichiamo con quell'uomo.
Se guardiamo i vantaggi, la morte è una delle poche cose che può essere fatta semplicemente standosene sdraiati.
Essere ricordati dopo morti, è una povera ricompensa per essere trattati con disprezzo mentre stiamo vivendo.