È sempre meglio che chi ci incute paura abbia più paura di noi.- Umberto Eco
È sempre meglio che chi ci incute paura abbia più paura di noi.
La stampa deve diventare sempre più storiografia dell'istante.
I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l'invasione degli imbecilli.
Cos'è la filosofia? Scusate il mio conservatorismo banale, ma non trovo ancora di meglio che la definizione che ne dà Aristotele nella Metafisica: è la risposta a un atto di meraviglia.
Non sono le notizie che fanno il giornale, ma il giornale che fa le notizie.
Una volta un tale che doveva fare una ricerca andava in biblioteca, trovava dieci titoli sull'argomento e li leggeva; oggi schiaccia un bottone del suo computer, riceve una bibliografia di diecimila titoli, e rinuncia.
Per chi ha paura, tutto fruscia.
Chi vi vuole bene, vi fa paura.
La paura ha mille occhi e può perfino vedere sottoterra.
La paura c'è e satura quotidianamente l'esistenza umana, mentre la deregulation planetaria penetra fin nelle sue fondamenta e i baluardi difensivi della società civile cadono in pezzi.
La paura nasce più tosto che altra cosa.
La più antica e potente emozione umana è la paura, e la paura più antica e potente è la paura dell'ignoto.
La paura e l'incertezza che tengono in scacco un uomo, possono essere concepite in ogni luogo della terra.
La paura è una grande passione, se è vera deve essere smisurata e crescente. Di paura si deve morire. Il resto sono piccoli turbamenti, spaventi da salotto, schizzi di sangue da pulire con un fazzolettino. L'abisso non ha comodi gradini.
La paura è il dolore provocato dalla rappresentazione di un male imminente.
Dalla paura di tutti nasce nella tirannide la viltà dei più.