Un romanzo è una macchina per generare interpretazioni.- Umberto Eco
Un romanzo è una macchina per generare interpretazioni.
Tutti possono dire cose sbagliate, basta che le ragioni siano giuste.
Certo ci sono bibliofili che collezionano a soggetto e persino leggono i libri che accumulano. Ma per leggere tanti libri basta essere topo di biblioteca. Il bibliofilo, invece, anche se attento al contenuto, vuole l'oggetto, e che possibilmente sia il primo uscito dai torchi dello stampatore.
L'aria fresca della sera è il respiro del vento che si addormenta placido tra le braccia della notte.
Una dose di vittimismo è indispensabile per non galvanizzare gli avversari.
Ecco, forse l'unica vera prova della presenza del diavolo è l'intensità con cui tutti in quel momento ambiscono saperlo all'opera.
L'unica ragione che abbia un romanzo di esistere è che cerca di rappresentare la vita.
Romanzo. La grande forma della prosa in cui l'autore, attraverso degli io sperimentali (i personaggi), esamina fino in fondo alcuni grandi temi dell'esistenza.
I romanzi sentimentali corrispondono a quelle che sono, in medicina, storie cliniche.
Chiunque può scrivere un romanzo di tre volumi. Richiede semplicemente una totale ignoranza della vita e della letteratura.
Già il fatto che un libro sia un romanzo non depone a suo favore, è un connotato lievemente losco, come i berretti dei ladruncoli, i molli feltri dei killers, gli impermeabili delle spie.
Fare oggi un romanzo tradizionale ha lo stesso senso che conquistare oggi l'Eritrea o fondare oggi la Fiat.
Quando scrivo un romanzo, lo sento riuscito se sono riuscito ad andare al di là di me stesso e, quindi, se sono entrato nella carne viva dell'umano.
Un romanzo che non scopra un segmento di esistenza finora sconosciuto è immorale. La conoscenza è l'unica moralità del romanzo.
Il romanzo è la favola delle fate di chi non ha immaginazione.