È preferibile vivere un romanzo che leggerlo.- Alessandro Morandotti
È preferibile vivere un romanzo che leggerlo.
Troppo cibo rovina lo stomaco, troppa saggezza l'esistenza.
Se fosse vero che le sofferenze rendono migliori, l'umanità avrebbe raggiunto la perfezione.
È poco probabile che tutto finisca con la morte perché sarebbe troppo comodo cavarsela così a buon mercato.
Ottimisti e pessimisti si nasce, scettici si diventa.
Quanto più in alto si punta tanto maggiore il rischio di mancare la meta.
L'unica ragione che abbia un romanzo di esistere è che cerca di rappresentare la vita.
Un romanzo che non scopra un segmento di esistenza finora sconosciuto è immorale. La conoscenza è l'unica moralità del romanzo.
Romanzo. La grande forma della prosa in cui l'autore, attraverso degli io sperimentali (i personaggi), esamina fino in fondo alcuni grandi temi dell'esistenza.
I romanzi sentimentali corrispondono a quelle che sono, in medicina, storie cliniche.
Il romanziere è lo storico del presente, mentre lo storico è il romanziere del passato.
Un romanzo è in pratica una forma protestante di arte, è un prodotto di una mente libera, di un individuo autonomo.
Scrivere romanzi è un buon affare quando si è ammogliati con la critica.
Quando ho voglia di leggere un romanzo, ne scrivo uno.
I romanzi finiscono col matrimonio dell'eroe con l'eroina. Bisognerebbe invece cominciare da questo, e finire che si sono separati, cioè liberati l'uno dell'altro.
Un romanzo o si scrive o si vive.