Nell'aspettazione il piacere tocca il suo apice.- Alessandro Morandotti
Nell'aspettazione il piacere tocca il suo apice.
Chiedersi il perché di un fatto inspiegabile è logico; attendersi una risposta, irragionevole.
Forse siamo già risorti. Per punizione.
Una libertà imposta è peggio della schiavitù.
Vivere del proprio lavoro, una necessità; vivere del lavoro altrui, un'aspirazione.
Chi nel corso della vita non ha mai commesso pazzie è un pazzo.
Trova un lavoro che ti piaccia ed avrai cinque giorni in più per ogni settimana.
Non esiste una cosa come il puro piacere; un po' di ansia si accompagna sempre ad esso.
Il piacere è spesso un visitatore; ma la sofferenza si attacca crudelmente e lungamente a noi.
I voraci consumatori di piaceri devono avere i sensi molto inibiti per andar cercando apparati così complicati.
Felici quelli che senza nuocere a nessuno sanno procacciarsi il piacere, e insensati gli altri che si immaginano che l'Essere Supremo possa rallegrarsi dei dolori e delle pene e delle astinenze ch'essi gli offrono in sacrificio.
Nelle immersioni sul fondo del piacere rischiamo di prendere più sabbia che perle.
Non è nella novità, è nell'abitudine che troviamo i più grandi piaceri.
Dal piacere nasce il dolore, dal piacere nasce il timore: per chi è libero dal piacere non esiste dolore: di cosa dovrebbe aver timore?
Non mi sento responsabile d'essere migliore degli altri. Ciò che non sopporto è di provare piacere nel dimostrarlo.