L'uomo felice non abbisogna di fede.- Alessandro Morandotti
L'uomo felice non abbisogna di fede.
Ottimista è chi ritiene che le cose non possano andare peggio di come vanno.
La perfezione sarebbe raggiunta da chi riuscisse a soffrire il dolore altrui come proprio.
Le virtù annoiano, le qualità lasciano indifferenti, i vizi rendono interessanti.
Lo scettico non crede neppure nell'aldiqua.
Solo chi non ha fame è in grado di giudicare la qualità del cibo.
La Fede, è ingrandire la nostra visione del mondo e delle cose, al di là, infinitamente al di là di quello che la nostra, più alta intelligenza, la più luminosa, può raggiungere.
La fede ti dà una forza interiore insieme a un senso di equilibrio e di prospettiva nella vita.
Gesù Cristo offre e comunica la possibilità di credere, sperimentando lui per primo e mostrando come si vive di fede.
La fede cattolica, non solo non teme questo poderoso confronto della sua umile dottrina con le meravigliose ricchezze del pensiero scientifico moderno, ma lo desidera.
La fede non si può comprendere; il massimo a cui si arriva è poter comprendere che non si può comprendere.
La fede, spesso, è stato il vero motore delle persone di buona volontà che nelle zone più difficili del Sud han cercato di trasformare le cose.
Fin quando ci sarà gente che crede in Dio, Dio ci sarà.
Guai se la fede è vecchia di un'ora.
La fede ha un aspetto fondamentale che interessa non solo la mente e il cuore, ma tutta la nostra vita.
Al funerale di un amico o davanti allo sfogo di disperazione di un altro, ci troviamo faccia a faccia con la realtà, distogliamo lo sguardo con terrore e sconcerto. In questa cultura la fede è condannata ad avere la funzione di consolazione per quanti non sono all'altezza.