L'uomo felice non abbisogna di fede.- Alessandro Morandotti
L'uomo felice non abbisogna di fede.
La storia insegna che la storia non insegna nulla.
Una delle più diffuse ingenuità consiste nel ritenere che a furia di scrivere si possa diventare scrittori.
Per l'incalzante progresso tecnologico l'uomo ha perduto la rigenerante capacità di stupirsi.
La perfezione sarebbe raggiunta da chi riuscisse a soffrire il dolore altrui come proprio.
"Fede" significa non voler sapere quel che è vero.
La Fede è violenza!
E' la mancanza di fede che rende la gente paurosa nell'affrontare le sfide.
Il contrario del fanatico religioso non è l'ateo fanatico, ma il cinico gentile a cui non importa se Dio c'è o no.
Se l'uomo non condivide la nostra fede, diciamo che è matto e tutto è a posto. Cioè, tutto è a posto oggi, perché non possiamo più bruciarlo.
La fede è due cose: un atto ed il suo contenuto ed oggetto: un ritenere per vero e un ritenuto per vero.
La fede, l'amore e la speranza camminano nella notte: esse credono l'incredibile, amano ciò che si sottrae e li abbandona, sperano contro ogni speranza.
Gesù Cristo offre e comunica la possibilità di credere, sperimentando lui per primo e mostrando come si vive di fede.
La fede che riesce a fiorire solo nel bel tempo è di scarso valore. Perché la fede abbia un qualche valore, deve saper sopravvivere alle prove più dure.
L'ottimismo è la fede che porta ad una conquista. Non si può fare nulla senza speranza.