Non credeva in Dio, credeva nella comodità di credere in Dio.- Leo Longanesi
Non credeva in Dio, credeva nella comodità di credere in Dio.
L'arte è un appello al quale troppi rispondono senza essere stati chiamati.
Il moderno invecchia. Il vecchio torna di moda.
La nostra vita è un test. Se fosse una vita vera ci direbbero dove andare e che cosa fare.
L'unione fa la viltà.
L'italiano non lavora, fatica.
Lavorare senza la fede è come tentare di raggiungere il fondo di un pozzo senza fondo.
Segui la tua fede e l'universo aprirà per te delle porte dove c'erano solo muri.
È la mancanza di fede che rende le persone paurose di accettare una sfida, e io ho sempre avuto fede: infatti, credo in me.
La fede è una immaginazione che rifiuta il concreto, che non si preoccupa di ciò che la respinge. Non si può credere senza immaginazione.
La fede cattolica, non solo non teme questo poderoso confronto della sua umile dottrina con le meravigliose ricchezze del pensiero scientifico moderno, ma lo desidera.
Per la maggior parte della gente il non credere ad una cosa è basato sulla fede cieca in qualche altra cosa.
Tu puoi, fratello mio, non credere in Dio, ma Dio non cesserà mai di credere in te.
La fede non è passività. Apre alla vita. È lucidità, stupore, camminare e partecipare alla comprensione della vita.
Dubitare di tutto o credere a tutto sono due soluzioni ugualmente comode che ci dispensano, l'una come l'altra, dal riflettere.
Fede e storia non si escludono, ma si integrano e si spiegano a vicenda.