Non credeva in Dio, credeva nella comodità di credere in Dio.- Leo Longanesi
Non credeva in Dio, credeva nella comodità di credere in Dio.
Ci sono anche dolori di lusso, che recano lustro a chi li sopporta.
Gli italiani sono buoni a nulla ma capaci di tutto.
Alla manutenzione l'Italia preferisce l'inaugurazione.
Le nostre esperienze ci seguono; le nostre antipatie ci precedono.
La mia fantasia è inceppata: ho bisogno di un piccolo dispiacere.
La fede: una credenza assurda nell'eventualità dell'improbabile.
L'Abate passò il resto dei suoi giorni tra carcere e convento in continui atti d'abiura, finché non morì, senza aver capito, dopo una vita intera dedicata alla fede, in che cosa mai credesse, ma cercando di credervi fermamente fino all'ultimo.
Oh, fratelli, siate grandi credenti! Poca fede porterà le vostre anime in cielo, ma una grande fede porterà il cielo in voi.
La fede "corregge", in modo necessario e vitale, la tendenza dell'umanità al "relativismo".
Un pesciolino rosso ad un altro: 'Io non credo in Dio.' L'altro risponde: 'Nemmeno io, ma chi altro pulirebbe la nostra boccia?'.
La fede è d'oro, l'entusiasmo è d'argento, il fanatismo è di piombo.
Non l'amore, non i soldi, non la fede, non la fama, non la giustizia... datemi solo la Verità.
Nell'atto di fede c'è sempre un momento in cui bisogna chiudere gli occhi e buttarsi in acqua con cuore intrepido e senza garanzia apparente.
Finora la fede non ha potuto ancora spostare nessuna vera montagna, benché qualcuno non so chi l'abbia asserito; ma essa può mettere delle montagne dove non ce ne sono.
Io credo perché ho bisogno di credere in Dio e nel «dopo» che c'è oltre la vita. La fede, per me, è un dogma. Un valore assoluto. Che fa parte della vita di chiunque, anche di quelli che dicono di non credere.