Il romanzo è la favola delle fate di chi non ha immaginazione.- Fernando Pessoa
Il romanzo è la favola delle fate di chi non ha immaginazione.
Dubito, quindi penso.
Il mio male peggiore è di non riuscire mai a dimenticare la mia presenza metafisica nella vita. Di qui, la timidezza trascendentale che terrorizza tutti i miei gesti, che toglie a tutte le mie frasi la linfa della semplicità, dell'emozione diretta.
Tutto vale la pena se l'anima non è angusta.
Non ci sono norme. Tutti gli uomini sono eccezioni a una regola che non esiste.
La vita è quel che decidiamo di farne. I viaggi sono i viaggiatori. Ciò che vediamo non è ciò che vediamo, ma quello che siamo.
Scrivere romanzi è un buon affare quando si è ammogliati con la critica.
Il romanziere è lo storico del presente, mentre lo storico è il romanziere del passato.
Il romanzo, creatura di tempi più calmi, può portare qualcosa dell'antica calma nella nostra attuale precipitazione. Per molte persone potrebbe servire come un rallentatore; potrebbe incitare a perseverare; potrebbe rimpiazzare le vuote meditazioni dei loro culti.
I romanzi sentimentali corrispondono a quelle che sono, in medicina, storie cliniche.
Chiunque può scrivere un romanzo di tre volumi. Richiede semplicemente una totale ignoranza della vita e della letteratura.
Un romanzo che non scopra un segmento di esistenza finora sconosciuto è immorale. La conoscenza è l'unica moralità del romanzo.
L'unica cosa che possiamo chiedere a priori a un romanzo, senza esporci a un'accusa di arbitrarietà, è di essere interessante.
È preferibile vivere un romanzo che leggerlo.
Romanzi d'amore, pasticche di sospiri.
Quando scrivo un romanzo, lo sento riuscito se sono riuscito ad andare al di là di me stesso e, quindi, se sono entrato nella carne viva dell'umano.