Il romanzo è la favola delle fate di chi non ha immaginazione.- Fernando Pessoa
Il romanzo è la favola delle fate di chi non ha immaginazione.
Amiamo la perfezione, perché non la possiamo avere; la rifiuteremmo, se ce l'avessimo. Il perfetto è il disumano, perché l'umano è imperfetto.
Non esistono liberali sinceri. Del resto, non esistono i liberali.
Soltanto l'estrema debolezza dell'immaginazione giustifica che ci si debba muovere per sentire.
I compratori di cose inutili sono sempre più saggi di quanto non si creda, comprano piccoli sogni. Quando comprano sono bambini.
Tutto è imperfetto, non c'è tramonto così bello da non poterlo essere di più, o brezza lieve che invita al sonno che non possa favorire un sonno ancora più sereno.
Chissà se il romanzo non sarà una realtà più perfetta e una vita che Dio crea attraverso noi, e se noi chissà, esistiamo soltanto per creare?
Quando ho voglia di leggere un romanzo, ne scrivo uno.
Un romanzo è una macchina per generare interpretazioni.
I romanzi sentimentali corrispondono a quelle che sono, in medicina, storie cliniche.
Vi sono tre regole fondamentali per scrivere un romanzo. Per sfortuna nessuno le conosce.
I romanzieri, sottoscritto compreso, non capiscono molto di quel che fanno, non sanno perché funziona quando va bene, non sanno perché non funziona quando va male.
Un romanzo che non scopra un segmento di esistenza finora sconosciuto è immorale. La conoscenza è l'unica moralità del romanzo.
Il romanzesco è la verità dentro la bugia.
I romanzi lunghi scritti oggi forse sono un controsenso: la dimensione del tempo è andata in frantumi, non possiamo vivere o pensare se non spezzoni di tempo che s'allontanano ognuno lungo una sua traiettoria e subito spariscono.