Il romanzo è la favola delle fate di chi non ha immaginazione.- Fernando Pessoa
Il romanzo è la favola delle fate di chi non ha immaginazione.
Dubito, quindi penso.
Avendo visto con quale lucidità e coerenza logica certi pazzi giustificano a se stessi e agli altri, le loro idee deliranti, ho perduto per sempre la sicura certezza della lucidità della mia lucidità.
Quelli che soffrono davvero non formano la plebe, non formano un gruppo. Chi soffre, soffre in solitudine.
I viaggi sono i viaggiatori.
Tutto vale la pena se l'anima non è angusta.
Già il fatto che un libro sia un romanzo non depone a suo favore, è un connotato lievemente losco, come i berretti dei ladruncoli, i molli feltri dei killers, gli impermeabili delle spie.
Un romanzo o si scrive o si vive.
Il romanzo meraviglioso nasce dalla capacità del romanziere di interpretare le maschere degli uomini attraverso la sua maschera-psiche per farne i volti dei suoi personaggi.
Scrivere oggi un romanzo tradizionale pare anacronistico e temerario come uscire in carrozza e cilindro, generoso e sfortunato come l'ultima carica del Savoia Cavalleria contro i carri armati russi.
Fare oggi un romanzo tradizionale ha lo stesso senso che conquistare oggi l'Eritrea o fondare oggi la Fiat.
Il romanzesco è la verità dentro la bugia.
Quando scrivo un romanzo, lo sento riuscito se sono riuscito ad andare al di là di me stesso e, quindi, se sono entrato nella carne viva dell'umano.
L'unica ragione che abbia un romanzo di esistere è che cerca di rappresentare la vita.
Se ha intenzione di scrivere romanzi, una donna deve possedere denaro e una stanza tutta per sé.