Il romanziere non deve render conto a nessuno, tranne che a Cervantes.- Milan Kundera
Il romanziere non deve render conto a nessuno, tranne che a Cervantes.
L'erotismo è come il ballo: c'è sempre uno che conduce l'altro.
L'eccitazione è il fondamento dell'erotismo, il suo enigma più profondo, la sua parola-chiave.
L'uomo risponde della propria ignoranza.
Ciò che distingue una persona che ha studiato da un'autodidatta non è la quantità di conoscenza, ma il grado di vitalità e di coscienza di sé.
Non si può misurare l'affetto che lega due esseri umani dalla quantità di parole che si scambiano.
Romanzi d'amore, pasticche di sospiri.
I romanzi sentimentali corrispondono a quelle che sono, in medicina, storie cliniche.
Il bel romanzo non deve essere la storia di un'eccezione. Deve essere un brano della vita di tutti i giorni, in cui ognuno si riconosca, e che tuttavia insegni agli uomini qualche cosa che non tutti vedevano.
Il romanzo è la favola delle fate di chi non ha immaginazione.
Tutti i romanzieri, forse, non scrivono che una sorta di tema (il primo romanzo) con variazioni.
Un romanzo è in pratica una forma protestante di arte, è un prodotto di una mente libera, di un individuo autonomo.
Già il fatto che un libro sia un romanzo non depone a suo favore, è un connotato lievemente losco, come i berretti dei ladruncoli, i molli feltri dei killers, gli impermeabili delle spie.
Chiunque può scrivere un romanzo di tre volumi. Richiede semplicemente una totale ignoranza della vita e della letteratura.
Un romanzo è una macchina per generare interpretazioni.
Un romanzo è una impressione, non un argomento.