I grandi romanzi sono grandi fiabe.- Vladimir Nabokov
I grandi romanzi sono grandi fiabe.
Tutti siamo capaci di inventare il futuro, ma solo chi è saggio può creare il (proprio) passato.
Un sillogismo: gli altri muoiono; ma io non sono un altro; dunque non morirò.
Immaginazione, il supremo piacere dell'immortale e dell'immaturo, dovrebbe avere dei limiti, per rendere la vita piena di gioia; non dovremmo abusare troppo della gioia.
La vita è una grande sorpresa. Non vedo perché la morte non potrebbe esserne una anche più grande.
L'arte dello scrivere romanzi consiste nel saper mentire.
Tutti i romanzieri, forse, non scrivono che una sorta di tema (il primo romanzo) con variazioni.
Il romanziere non deve render conto a nessuno, tranne che a Cervantes.
L'unica ragione che abbia un romanzo di esistere è che cerca di rappresentare la vita.
Già il fatto che un libro sia un romanzo non depone a suo favore, è un connotato lievemente losco, come i berretti dei ladruncoli, i molli feltri dei killers, gli impermeabili delle spie.
Fare oggi un romanzo tradizionale ha lo stesso senso che conquistare oggi l'Eritrea o fondare oggi la Fiat.
I romanzi lunghi scritti oggi forse sono un controsenso: la dimensione del tempo è andata in frantumi, non possiamo vivere o pensare se non spezzoni di tempo che s'allontanano ognuno lungo una sua traiettoria e subito spariscono.
Romanzo. Racconto gonfiato. Un genere di composizione che ha con la letteratura lo stesso rapporto delle vedute panoramiche nei confronti dell'arte.
Non c'è niente di più distante dalla vita delle persone che lo scrivere romanzi. Per questo fanno bene al cuore.
I romanzi sentimentali corrispondono a quelle che sono, in medicina, storie cliniche.