Non c'è nulla che avvicini le persone più in fretta di una triste e malinconica comprensione.- Milan Kundera
Non c'è nulla che avvicini le persone più in fretta di una triste e malinconica comprensione.
Giungere alla conclusione che non ci sono differenze tra colpevole e vittima significa perdere ogni speranza. È questo che si chiama inferno?
Gli scrittori di romanzi insegnano al lettore a considerare il mondo come una domanda.
Nel nostro mondo l'ozio è diventato inattività, che è tutt'altra cosa: chi è inattivo è frustrato, si annoia, è costantemente alla ricerca del movimento che gli manca.
I moderni veri sono costretti a essere antimodernisti.
L'uomo che perde la propria intimità perde tutto, pensa tra sé Sabina. E l'uomo che se ne sbarazza di sua spontanea volontà è un mostro.
Quello che gli uomini comprendono veramente è limitato a un raggio molto breve: ai loro affari e alle cose di esperienza giornaliera, a ciò che hanno l'opportunità di conoscere, e ragioni concrete per studiare o mettere in pratica. Tutto il resto è affettazione e impostura.
Nessuno comprende nessuno, qualunque cosa si pensi, si dica, si faccia.
Interamente non ci comprenderemo mai, ma potremo assai più che comprenderci.
Oggi essere comprensibili equivale ad essere scoperti.
È certo che un uomo lo si comprende assai meglio dagli occhi che non dalle parole.
Il primo segnale dell'inizio della comprensione si manifesta con il desiderio di morire.
Dietro tutte le cose che crediamo di conoscere bene, se ne nascondono altrettante che non conosciamo per niente. La comprensione non è altro che un insieme di fraintendimenti.
L'uomo comprende tutto, salvo ciò che è perfettamente semplice.
Non si possono concepire i molti senza l'uno.
La vera comprensione è quella che va al di là della ragione e che si fonda sull'istinto, sul cuore.