L'uomo, abbandonato a se stesso, è troppo cattivo per essere libero.- Umberto Eco
L'uomo, abbandonato a se stesso, è troppo cattivo per essere libero.
Una dose di vittimismo è indispensabile per non galvanizzare gli avversari.
Quando il terrorismo perde, non solo non fa la rivoluzione ma agisce come elemento di conservazione, ovvero di rallentamento dei processi di cambiamento.
Capire i linguaggi umani, imperfetti e capaci nello stesso tempo di realizzare quella suprema imperfezione che chiamiamo poesia, rappresenta l'unica conclusione di ogni ricerca della perfezione.
Nella grande sapienza c'è grande dolore, chi aumenta il proprio sapere, aumenta il proprio dolore.
Io vado a letto tardi perché leggo Kant.
La cattiveria è rara. Gli uomini sono per la maggior parte troppo indaffarati con sé stessi per essere cattivi.
La cattiveria la puoi trovare anche nell'ultima delle creature, ma quando Dio ha fatto l'uomo doveva avere il diavolo accanto.
Quello che ci rende veramente cattivi è che nessuno esamina la propria vita.
Visconti era generoso, sensibile, educato, tenero, ma mai «gentile». Tutto, in lui, era valutato in base al criterio dell'eleganza. La gentilezza non era elegante. A suo parere, solo la cattiveria lo era. Poteva divertirsi con chiunque come fa il gatto con il topo.
Ce ne sono dei buoni, alcuni sono mediocri, ma i più sono cattivi.
Dio sopporta i cattivi, ma non poi sempre sempre.
Noi crediamo che il diavolo è diventato cattivo non per predisposizione, ma per libera scelta.
Spesso ci si rallegra di una puerilità ed è una cattiveria distruggere questa gioia che può rendere felice colui che la prova.
Quello che mi meraviglia nel mondo è che i cattivi non siano anche contenti.
Ogni film vale solo quanto il suo cattivo. Dato che gli eroi e gli espedienti tendono a ripetersi di pellicola in pellicola, solo un grande cattivo può trasformare una buona prova in un trionfo.