Non sono le notizie che fanno il giornale, ma il giornale che fa le notizie.- Umberto Eco
Non sono le notizie che fanno il giornale, ma il giornale che fa le notizie.
La verità è una giovinetta tanto bella quanto pudica e perciò va sempre avvolta nel suo mantello.
I semplici pagano sempre per tutti, anche per coloro che parlano in loro favore.
Imponendo un contegno esteriore, gli abiti sono artifici semiotici ovvero macchine per comunicare.
L'Ordine o lo si ride dal di dentro o lo si bestemmia dal di fuori; o si finge di accettarlo per farlo esplodere, o si finge di rifiutarlo per farlo rifiorire in altre forme; o si è Rabelais o si è Cartesio.
Nulla infonde più coraggio al pauroso della paura altrui.
La stampa non è l'opinione pubblica.
Peste della patria è il giornalismo che accetta le notizie senza vagliarle, quando pur non le inventa.
Un buon giornalista non legge che un giornale, il suo, e in questo giornale, non legge che un articolo, il suo.
Il giornalista è sempre uno che dopo sapeva tutto prima.
Improntare il giornale a ottimismo, fiducia e sicurezza nell'avvenire. Eliminare le notizie allarmistiche, pessimistiche e deprimenti.
Osservateli questi uomini in eccesso. Son sempre malati, vomitano la loro bile e chiamano quel vomito: giornale.
Bisogna imparare a stare da soli: senza telefonino, senza computer, senza musica, senza televisione, senza messaggini, senza giornali e riviste, almeno per un'ora o qualche ora al giorno. Imparare a pensare, da soli.
Non invento i miei libri: saccheggio storie dai giornali o ascolto con orecchio attento le vicende degli amici. Da questi spunti poi i miei personaggi emergono da soli, con naturalezza.
Il giornalista è il solo scrittore che, quando prende la penna, non spera nell'immortalità.
Quando il presidente del Consiglio dona a un giornalista un orologio Cartier il giornalista lo accetta, il giornalista medesimo tende poi spontaneamente alla bontà.