Il mio non senso della vita: La cattiveria.- Corrado Augias
Il mio non senso della vita: La cattiveria.
La persecuzione contro i libri è propria di tutti i regimi dispotici, e basterebbe questo per farci amare la lettura.
Leggere fa bene, ma può fare anche male, diciamo la verità. I libri sono come le medicine o come qualunque altro medium: vanno presi con cautela.
Noi ci limitiamo ad analizzare Gesù dal punto di vista storico, al pari di Alessandro Magno o Giulio Cesare, altre grandi figure che hanno cambiato il corso degli eventi: se davanti a questo la fede barcolla, povera fede.
Modigliani beve soprattutto per superare la propria timidezza, per sentirsi all'altezza della sfida che s'è posto.
La letteratura non ha messaggi né valori morali da proporre, e quando ne ha, si tratta di un genere di cattiva letteratura. Il suo solo compito è di rappresentare la contraddittoria esperienza del tutto e del nulla della vita, del suo valore e della sua assurdità.
È la cattiveria il collante che tiene insieme gli uomini. Chi non ne ha abbastanza si distacca.
Quando si accetta il disgusto di essere stati cattivi, il buon Dio ritorna subito.
Con la mancanza di collera si vinca la collera. Con la bontà si vinca la cattiveria. Con la generosità si vinca l'avarizia. Con la verità si vinca il menzognero.
Un uomo moderatamente cattivo crede sempre di essere buono.
Chi chiami cattivo? Chi mira soltanto a incutere vergogna.
Quello che ci rende veramente cattivi è che nessuno esamina la propria vita.
L'erba cattiva non muore mai quant'è vero i cattivi in cima, i buoni al cimitero.
Credo che senza cattiveria non ci sia commedia.
Il cattivo non può vincere, il finale deve essere edificante... in un modo o nell'altro il cattivo deve morire.
Cresco sempre di più avendo le persone accanto a me: amici che fanno parte della mia famiglia. Sono molto fortificato da queste persone con cui condivido tutto. Non ci sono cattiverie perché ci siamo scelti. Le persone che non mi piacciano non le frequento.