Il Santo Graal. Una catena di misteri lunga duemila anni.- Corrado Augias
Il Santo Graal. Una catena di misteri lunga duemila anni.
La TV ha grande capacità divulgativa, ma spessore minimo.
Non è necessario un qualche dio per vivere secondo giustizia, in armonia con la natura e con i propri simili.
Il mio non senso della vita: La cattiveria.
Quando si guarda qualcosa, ciò che conta, più ancora dell'oggetto guardato, è lo sguardo. È nella qualità dello sguardo, nel «pregiudizio» che contiene, che l'oggetto guardato si deforma per aderire alla personalità di chi lo osserva.
Mi interessa il presente come un racconto la cui conclusione viene continuamente rinviata, un romanzo di grande suspense di cui sfuggono quasi sempre gli sviluppi, con un finale imprevedibile, la cui sola certezza è che qualunque cosa in ogni momento può accadere.
Una cosa non spiegata e oscura è ritenuta più importante di quella spiagata e chiara.
Ma dovrebbe pur essere possibile far capire ai giovani che la verità non è soltanto bella ma è piena di mistero e che non occorre darsi al misticismo per vivere delle meravigliose avventure.
Chi non ammette l'insondabile mistero non può essere neanche uno scienziato.
Il mistero è una posizione troppo favorevole perché uno spirito beneducato vi si mantenga.
Il mistero svelato è svilito.
Non è facile giudicare la bellezza. Io non sono pratico. La bellezza è un mistero.
Non si deve eludere l'incomprensibile, ma nemmeno servirsene come spiegazione.
L'uomo sente bisogno di ciò che non sa, e non può far uso di quello che sa.
L'amore è un mistero. Tutto in esso è fenomeno tra i più inesplicabili; tutto in esso è illogico, tutto in esso è vaghezza e assurdità.
Il futuro è un tempo nel quale dorme l'ignoto. Non vorrei che quell'ignoto mi tirasse lo sgambetto perciò non tengo sogni nel cassetto.