Il Santo Graal. Una catena di misteri lunga duemila anni.- Corrado Augias
Il Santo Graal. Una catena di misteri lunga duemila anni.
La vita contemporanea, all'apparenza così piena di luce, contiene in realtà vaste zone d'ombra, dove solo la letteratura e le arti sono in grado di penetrare.
Leggere fa bene, ma può fare anche male, diciamo la verità. I libri sono come le medicine o come qualunque altro medium: vanno presi con cautela.
Quando si guarda qualcosa, ciò che conta, più ancora dell'oggetto guardato, è lo sguardo. È nella qualità dello sguardo, nel «pregiudizio» che contiene, che l'oggetto guardato si deforma per aderire alla personalità di chi lo osserva.
Si potrebbe dire che alla TV si applica la nota legge fisica che rende inversamente proporzionali la velocità e la potenza. Anche per questo è così difficile fare programmi culturali.
La pornografia è natura, l'erotismo è cultura, cioè trasfigurazione fantastica, accensione immaginativa, tutte cose che l'opaca natura non conosce.
La suspense sta tutta in come viene girato il film.
È verso l'intero che va il cammino misterioso.
Il mistero non è un parente dell'innocenza.
Il mio maestro è stato lo stupore di fronte a ciò che non conosco.
Si potrebbe dire che l'eterno mistero del mondo sia la sua comprensibilità.
L'arte, in fondo, come tante fra le cose più belle, vien meglio un po' di nascosto.
Era qualcosa di più semplice: una certa distanza, prodotta da quella capacità che ogni essere umano possiede di trasformarsi in stella lontana, e che poi costituisce il mistero della propria identità.
La mente ama l'ignoto. Ama le immagini il cui significato è sconosciuto, poiché il significato della mente stessa è sconosciuto.
Dobbiamo saper accettare le cose umili e oscure di tutti i giorni: diventano irritanti solo se non sono capite.
Scopo di ogni attività dell'intelletto è ridurre il mistero a qualcosa di comprensibile.