Senza un occhio che lo legga, un libro reca segni che non producono concetti, e quindi è muto.- Umberto Eco
Senza un occhio che lo legga, un libro reca segni che non producono concetti, e quindi è muto.
Vedevo il volto di un uomo esposto alla gogna, spiato in ogni piega del labbro, esposto al ludibrio di milioni di spettatori. Questo tipo di gogna vale un ergastolo.
Ci vuole sempre qualcuno da odiare per sentirsi giustificati nella propria miseria.
La creazione, anche se produce l'errore, si dà sempre per amore di qualcuno che non siamo noi.
Tale è la forza del vero che, come il bene, è diffusivo di sé.
La stampa deve diventare sempre più storiografia dell'istante.
Dove bruciano libri, prima o poi qualcuno accenderà un televisore.
Per scrivere un libro nel terzo millennio ci vuole una smisurata superbia. Basta entrare in una biblioteca comunale e guardare le vetrine di un cartolaio per capire che il mondo non ha bisogno di un volume in più.
I bei libri si distinguono perché sono più veri di quanto sarebbero se fossero storie vere.
Un classico è un'opera che provoca incessantemente un pulviscolo di discorsi critici su di sé, ma continuamente se li scrolla di dosso.
I libri sono cose già pensate, già fatte, già dette, che tu devi elaborare, fare tue. Il tuo interlocutore di carta è sempre gentile, paziente, non ti lascia mai a metà strada. È una persona che ti chiede di ascoltarlo, con il quale puoi fare dei viaggi meravigliosi.
Nessun vascello c'è che, come un libro, possa portarci in contrade lontane.
L'ultima cosa che si scopre scrivendo un libro è come cominciare.
A leggere la quarta di copertina dei libri in commercio, sembrerebbe che in circolazione ci siano soltanto capolavori.
I classici sono quei libri che ti fanno odiare la scuola.
Molti libri non richiedono di riflettere a chi li legge, e per una ragione molto semplice: essi non fecero tale richiesta a coloro chi li scrissero.