Senza un occhio che lo legga, un libro reca segni che non producono concetti, e quindi è muto.- Umberto Eco
Senza un occhio che lo legga, un libro reca segni che non producono concetti, e quindi è muto.
Si possono dire le cose sbagliate, basta che le ragioni siano giuste.
Nella grande sapienza c'è grande dolore, chi aumenta il proprio sapere, aumenta il proprio dolore.
Quelli della generazione del sessantotto pensavano che la rivoluzione fosse un caffè istantaneo.
Non sono le notizie che fanno il giornale, ma il giornale che fa le notizie.
Viene un momento in cui qualcosa si spezza dentro, e non si ha più né energia né volontà. Dicono che bisogna vivere, ma vivere è un problema che alla lunga conduce al suicidio.
Non leggere più nessun libro che sia nato e sia stato battezzato nello stesso tempo.
Un libro capace di trasformare il lettore. Ogni scrittore aspira a questo risultato, anche se non è credibile che esso possa essere ottenuto da "un" solo libro.
Dove bruciano libri, prima o poi qualcuno accenderà un televisore.
I libri aggiungono all'infelicità dell'uomo una profondità che scambiamo per consolazione.
Mi diletta perdermi nella mente altrui. Quando non vado a passeggio, leggo; sono incapace di star seduto a pensare. I libri pensano per me.
I libri ci danno un diletto che va in profondità, discorrono con noi, ci consigliano e si legano a noi con una sorta di familiarità attiva e penetrante.
Ogni libro è anche la somma dei malintesi di cui è l'occasione.
Il libro deve desiderare penna, inchiostro e scrivania: ma di solito sono penna, inchiostro e scrivania a desiderare il libro. Perciò oggi i libri valgono così poco.
Un libro fatto è un istante passato, un gradino che ci ha servito per portarci più in alto.
Tutti i libri in generale, e anche i più belli, mi sembrano molto meno preziosi per quello che contengono che per quello che vi può mettere dentro il lettore.