Che zitella divento, se mi manca il coraggio di amare la morte!- Arthur Rimbaud
Che zitella divento, se mi manca il coraggio di amare la morte!
Una sera, feci sedere la Bellezza sulle mie ginocchia. --- E la trovai amara. --- E l'ingiuriai.
Scrivevo silenzi, notti, notavo l'inesprimibile, fissavo vertigini.
L'ardore dell'estate fu affidato a uccelli muti e l'indolenza richiesta a una barca di lutti senza prezzo attraverso anse di amori morti e profumi estenuati.
La vita è una farsa dove tutti abbiamo una parte.
La morale è la debolezza del cervello.
Mi disturba la morte, è vero. Credo che sia un errore del padreterno. Non mi ritengo per niente indispensabile, ma immaginare il mondo senza di me: che farete da soli?
In qualunque luogo ci sorprenda la morte in battaglia, che sia la benvenuta.
Il pensiero della morte ci inganna, perché ci fa dimenticare di vivere.
Io ho il diritto di scegliere la mia morte per il bene degli altri.
La morte: chiave o serratura?
La morte, ch'era il vostro coraggio, può esservi tolta come un bene.
La morte è certa, la vita no.
Un confessore si recò da un moribondo e gli disse: «Vengo a esortarvi a morire in pace». L'altro rispose: «E io vi esorto a lasciarmi morire in pace».
Cosa vorrei sulla mia epigrafe? Data di nascita, data di morte. Punto. Le parole delle epigrafi sono tutte uguali. A leggerle uno si chiede: ma scusate, se sono tutti buoni, dov'è il cimitero dei cattivi?
Ogni volta che l'ho fatto , dall'esperienza della morte è stato rimossa buona parte della paura. Spesso, rendere familiare un'esperienza di vita, riduce l'ansia che essa genera.