Che zitella divento, se mi manca il coraggio di amare la morte!- Arthur Rimbaud
Che zitella divento, se mi manca il coraggio di amare la morte!
Ho steso corde da campanile a campanile; ghirlande da finestra a finestra; catene d'oro da stella a stella, e danzo.
Ora posso dire che l'arte è una sciocchezza.
La donna sarà anch'essa poeta quando cesserà la sua schiavitù senza fine, quando avrà riconquistato per sé la propria esistenza (nel momento in cui l'uomo, che è stato fino ad allora ignobile nei suoi riguardi, la lascerà libera).
Una sera, feci sedere la Bellezza sulle mie ginocchia. --- E la trovai amara. --- E l'ingiuriai.
Ho una sete, da far temere la cancrena: i fiumi arduani e belgi, le spelonche, ecco il mio rimpianto.
All'ombra de' cipressi e dentro l'urne confortate di pianto è forse il sonno della morte men duro?
La morte in sé non è una brutta cosa: brutta è la strada che porta alla morte.
Sappiamo di dover morire, ma l'istinto di conservazione ci consiglia di dimenticarlo.
Non ho paura di morire, ma mi scoccia da matti. Mi scoccia che un giorno non ci sarò più. Mi dispiace andarmene da qui. Ma non è paura, è semplicemente fastidio. Morire è una vera stronzata. Darei la vita per non morire.
Bisogna avere almeno una certezza: quella di rimanere padrone della propria morte e di essere in grado di scegliere l'ora e i mezzi.
La morte non è l'opposto della vita, ma una sua parte integrante.
Finché c'è morte c'è speranza.
La morte mette fine alla vita, non ad una relazione.
Vivere significa nascere a ogni istante. La morte subentra quando il processo della nascita cessa.
In qualunque luogo ci sorprenda la morte in battaglia, che sia la benvenuta.