Che zitella divento, se mi manca il coraggio di amare la morte!- Arthur Rimbaud
Che zitella divento, se mi manca il coraggio di amare la morte!
Ho teso corde da campanile a campanile; ghirlande da finestra a finestra; catene d'oro da stella a stella, e danzo.
Adesso posso dire che l'arte è una sciocchezza.
L'amore è da reinventare, si sa.
Come un dio dagli enormi occhi azzurri e dalle forme di neve, il mare e il cielo attirano sulle terrazze di marmo la folla delle giovani e forti rose.
La donna sarà anch'essa poeta quando cesserà la sua schiavitù senza fine, quando avrà riconquistato per sé la propria esistenza (nel momento in cui l'uomo, che è stato fino ad allora ignobile nei suoi riguardi, la lascerà libera).
Non v'è rimedio per la nascita e la morte salvo godersi l'intervallo.
La morte non bisogna né temerla né desiderarla.
È necessaria l'infelicità per capire la gioia, il dubbio per capire la verità... la morte per comprendere la vita. Perciò affronta e abbraccia la tristezza quando viene.
Morte... è l'unica cosa che non siamo riusciti a volgarizzare del tutto.
Se ci siamo noi la morte non c'è, quando noi non ci siamo più non c'è più neanche la morte.
Morire sarà una splendida avventura.
La morte è il riposo, ma il pensiero della morte è il disturbatore di ogni riposo.
La morte è scrutata solo da occhi viventi.
Quando abbiamo imparato a vivere, moriamo.
Confidenza toglie reverenza. Se trascorri abbastanza tempo vicino alla morte, smetti di averne paura e inizi a odiarla.