La morte è l'ignoranza della vita: quanti uomini morti si aggirano tra i viventi.- Pitagora
La morte è l'ignoranza della vita: quanti uomini morti si aggirano tra i viventi.
Coloro che uccidono gli animali e ne mangiano le carni saranno più inclini dei vegetariani a massacrare i propri simili.
Degli umani contratti altri s'incidono in tavole, ed altri in colonne, ma il coniugale contratto si sanziona ne' figli.
Le colpe di un amico scrivile nella sabbia.
Al suo livello più profondo, la realtà è la matematica nella natura.
I tuoi rapporti con gli altri siano tali da non renderti nemici gli amici, bensì da farti amici i nemici.
Lasciando con la patria ogni conforto, Ove più l'Appennin la neve agghiaccia, Carco n'andrò di così gravi some, Chiamando morte, e te sola per nome.
Non c'è dubbio che i discendenti non facciano all'occorrenza ciò che avran veduto fare da quelli che li avranno preceduti. Gli onori che renderete a coloro cui succedeste sopra la terra, vi saranno resi da quelli che succederanno a voi.
La morte è l'ultimo medico delle malattie.
Si muore talmente meglio quando si crede a qualcosa. Si muore talmente di meno.
Qualche volta si scopre che la morte è molto posteriore alla vera morte, come la vita, a sua volta, anteriore alla coscienza della vita.
La morte non è nel non poter comunicare, ma nel non poter più essere compresi.
Per gli uomini buoni la morte è preferibile a una cattiva fama: l'una, infatti, è la fine della vita, mentre l'altra è una malattia per la vita.
Perché temi il tuo ultimo giorno? Esso non contribuisce alla tua morte più di ciascuno degli altri.
La realtà è che uno vive finché non muore. E la verità è che nessuno vuole la realtà.
Essere ricordati dopo morti, è una povera ricompensa per essere trattati con disprezzo mentre stiamo vivendo.