Ci sono delle stelle morte che splendono ancora perché il loro bagliore è catturato dalla trappola del tempo.- Don DeLillo
Ci sono delle stelle morte che splendono ancora perché il loro bagliore è catturato dalla trappola del tempo.
Erano montagne come rudimenti semantici, vere e proprie definizione di sé.
Ci sono stelle morte che brillano ancora perché la loro luce è intrappolata nel tempo.
Cos'aveva significato quel gesto la prima volta, la prima volta che una creatura pensante aveva guardato negli occhi, in profondità, un'altra creatura?
Tale è il prestigio della macchina fotografica, la sua autorità quasi sacrale, la sua potenza ipnotica che impone rispetto sia al soggetto fotografato sia al passante occasionale.
Morire È un'arte, come qualsiasi altra cosa. Io lo faccio in un modo eccezionale Io lo faccio che sembra un inferno Io lo faccio che sembra reale. Ammetterete che ho la vocazione.
Il pensiero più fastidioso e più affliggente che si possa avere, vivendo: quello della morte.
O sei innamorato, o non lo sei. E' come la morte... o sei morto, o non lo sei: non è che uno è troppo morto! Non c'è troppo amore, l'amore è lì, non si può andare oltre un certo limite e quando ci arrivi, a questo limite, è per l'eternità.
Colui che da una diversa visione della cosa più è commosso, non teme le angustie della morte.
Solo per la morte noi siamo insostituibili.
Soltanto quando siamo maturi per morire intravediamo come avremmo dovuto vivere.
La morte è l'ultimo medico delle malattie.
Morire è facile, prima o poi ci riescono tutti.
L'uomo morendo salda tutti i debiti.
Per quanto bella sia stata la commedia in tutto il resto, l'ultimo atto è sempre sanguinoso. Alla fine, con una vanga si getta della terra sulla testa. Ed ecco fatto, per sempre.