Morte e Sonno gemelli.- Omero
Morte e Sonno gemelli.
Il vino mi spinge, il vino folle, che fa cantare anche l'uomo più saggio, e lo fa ridere mollemente e lo costringe a danzare, e gli tira fuori parole che sarebbe meglio tacere.
A chi è nel bisogno non si addice il pudore.
Sbaglia sia chi fa fretta all'ospite che non vuol partire, sia chi lo trattiene se ha fretta.
Oltre sua possa, benché abbondi il voler, nessuno è forte.
Nelle assemblee va bene la lingua, ma in guerra valgono di più le mani.
A tutto si rimedia fuorché all'osso del collo scavezzato, e la morte non la si scappa quando l'ora è arrivata.
Giaceva immobile e la morte non era con lui. Doveva essere passata da un'altra strada. La morte pedalava in bicicletta, si muoveva silenziosa sul selciato.
Le moribonde parole dello Incas. Secondo cui la morte arriva per nulla, circonfusa di silenzio, come una tacita, ultima combinazione del pensiero.
Un giorno in più di attesa, uno in meno di speranza. Un giorno in più di silenzio, uno in meno di vita. La morte vaga per i corridoi e il mio compito è di distrarla perché non trovi la tua porta.
Chi non vuole morire non vuole vivere.
La morte distrugge un uomo: l'idea della morte lo salva.
La morte è una caratteristica acquisita.
È l'inerte che prevale nell'universo e non ciò che vive. Morire è passare dalla parte del più forte.
Molte persone hanno così tanta paura di morire da non riuscire a vivere.
Voglio assolutamente continuare a sentire che un giorno morirò. Altrimenti non mi accorgo che vivo.