Morte e Sonno gemelli.- Omero
Morte e Sonno gemelli.
Pittori e poeti hanno sempre goduto di un'eguale libertà di tutto osare.
Anche uno stolto può essere saggio dopo l'evento.
Il futuro sta tutto nelle ginocchia degli dèi.
Il consigliere non deve dormire tutta la notte.
Gli dei non danno mai tutte insieme le cose belle ai mortali.
Entra infine nel Mio Essere chi, al momento del trapasso, quando abbandona il corpo, pensa soltanto a Me. Questo è vero al di là di ogni dubbio.
È strano come a volte il ricordo della morte sopravviva molto più a lungo della vita che essa ha rubato.
E poi morire non è nulla. E' solo finire di nascere.
Ma morire è proprio questo - non più sapere che sei morta.
Se sei triste e vorresti morire, pensa a chi sa di morire e vorrebbe vivere.
Moriamo peggiori di quando siamo nati. La colpa è nostra, non della natura.
La statistica ci segnala che possiamo contare in tutto su un venticinquemila giorni; qualche migliaio in più per qualcuno. Ma dopo non ce ne saranno altri. Per nessuno. Sì: anche per me che scrivo, anche per te che leggi sarà subito sera.
La morte, ch'era il vostro coraggio, può esservi tolta come un bene.
Nella democrazia dei morti tutti gli uomini sono finalmente uguali. Non vi è né rango né posizione né prerogativa nella repubblica della tomba.
Un uomo morente ha bisogno di morire, come un uomo assonnato ha bisogno di dormire, e arriva un momento in cui è sbagliato, oltre che inutile, resistere.