È strano come a volte il ricordo della morte sopravviva molto più a lungo della vita che essa ha rubato.- Arundhati Roy
È strano come a volte il ricordo della morte sopravviva molto più a lungo della vita che essa ha rubato.
Il sonno è amore di morte, l'insonnia paura di morte.
L'anima non dimora, qual massa indipendente, nel corpo come in un carcere, da cui sarebbe liberata dalla morte. L'anima è l'uomo nella sua totalità. L'uomo non ha un'anima, egli è un'anima.
Nessuno ha ancora capito se la morte sia un punto o una virgola.
Accetta la tua morte con una certa serietà, comunque. Chi ride andando a farsi giustiziare non è ben compreso, in genere, dalle meno progredite forme di vita, e ti daranno del pazzo.
La morte non vuole gli stupidi.
Il mondo è un albergo, e la morte la fine del viaggio.
Chi sarebbe così insensato da morire senza aver fatto almeno il giro della propria prigione?
La nostra morte non è una fine se possiamo vivere nei nostri figli e nella giovane generazione. Perché essi sono noi: i nostri corpi non sono che le foglie appassite sull'albero della vita.
Hai notato che solo la morte ci ridesta i sentimenti? Ma lo sai perché siamo sempre più giusti e generosi con i morti? È semplice. Verso di loro non ci sono obblighi. Se un obbligo ci fosse, sarebbe quello della memoria, e noi abbiamo la memoria corta.
Non possiamo ingannare la morte ma possiamo farle fare così tanta fatica che quando arriverà a prenderci saprà di avere ottenuto una vittoria altrettanto perfetta della nostra.