Ma morire è proprio questo - non più sapere che sei morta.- Cesare Pavese
Ma morire è proprio questo - non più sapere che sei morta.
Si aspira ad avere un lavoro, per avere il diritto di riposarsi.
L'amore ha la virtù di denudare non i due amanti l'uno di fronte all'altro, ma ciascuno dei due davanti a sé.
Gli uomini sono tutti d'accordo per frequentare le prostitute, e lì si sfogano e non dànno più noia alle altre. Dunque le rispettino.
Non è che accadono a ciascuno cose secondo un destino, ma le cose accadute ciascuno le interpreta, se ne ha la forza, disponendole secondo un senso, vale a dire, un destino.
C'è qualcosa di più triste che invecchiare, ed è rimanere bambini.
Quando abbiamo imparato a vivere, moriamo.
La paura della morte abita nella maggior parte di noi, a un livello più o meno alto, perché non è forse la morte considerata il grande «ignoto»?
Si vive solo due volte: una volta quando si nasce e una volta quando si guarda la morte in faccia.
L'idea che si morirà è più crudele del morire, ma meno dell'idea che un altro sia morto.
La morte è scrutata solo da occhi viventi.
La morte ci colga vivi.
È poco probabile che tutto finisca con la morte perché sarebbe troppo comodo cavarsela così a buon mercato.
Il vero antidoto alla paura della morte non può che provenire dalla vita. Essa è un formidabile diversivo, un antidoto che respinge indietro quel pensiero e quella paura.
Quando io crederò imparare a vivere, e io imparerò a morire.
La morte è un mostro che caccia dal gran teatro uno spettatore attento, prima della fine di una rappresentazione che lo interessa infinitamente.