Ma morire è proprio questo - non più sapere che sei morta.- Cesare Pavese
Ma morire è proprio questo - non più sapere che sei morta.
Tanto poco un uomo si interessa dell'altro, che persino il Cristianesimo raccomanda di fare il bene per amore di Dio.
Scrivere è consumare i cattivi stili adoperandoli.
Ogni pensiero è veramente pensato all'istante, il verso fatto della baldanza e diversità della mente in azione, che si vede nell'atto di pensarlo, ed esprime questa sua coscienza. Walt Whitman canta la gioia di scoprire pensieri.
Nelle parole c'è qualcosa d'impudico.
L'esperienza del pericolo rende vigliacchi ogni giorno di più.
Se uno non vuole morire, non vuole vivere: la vita ci è stata data con la condizione della morte; noi avanziamo verso di essa.
Una cosa che ho imparato riguardo alla morte è che sono chiamato a morire per gli altri. È fin troppo evidente che il modo in cui muoio influisce su molte persone.
Giù, giù, in fondo al cuore, non crediamo alla nostra estinzione; in qualche modo ci aspettiamo di essere presenti, a osservare quello che succederà ai posteri.
Chi sa morire, non ha più padrone.
Il giorno che temiamo come ultimo è soltanto il nostro compleanno per l'eternità.
Essere ricordati dopo morti, è una povera ricompensa per essere trattati con disprezzo mentre stiamo vivendo.
È impossibile sperimentare la propria morte oggettivamente e continuare a cantare una melodia.
Non ho paura della morte: è la posta che stabiliamo per giocare al gioco della vita.
Ogni qualvolta muore un uomo, è un universo intero a venire distrutto. Ce ne rendiamo conto non appena ci identifichiamo con quell'uomo.
Gli uomini, non avendo nessun rimedio contro la morte, la miseria e l'ignoranza, hanno stabilito, per essere felici, di non pensarci mai.