Quando io crederò imparare a vivere, e io imparerò a morire.- Leonardo da Vinci
Quando io crederò imparare a vivere, e io imparerò a morire.
Lo corpo nostro è sottoposto al cielo, e lo cielo è sottoposto allo spirito.
La paura nasce più tosto che altra cosa.
Chi scalza il muro, quello gli cade addosso.
La memoria dei beni fatti, appresso l'ingratitudine, è fragile.
I'ho tanti vocavoli nella mia lingua materna, ch'io m'ho più tosto da dolere del bene intendere delle cose, che del mancamento delle parole, colle quali io possa bene espriemere il concetto della mente mia.
Sulla morte: o dispersione, se ci sono gli atomi; se invece c'è l'unità, o spegnimento o trasferimento.
E s'al mesto pensier chiuder le porte col chiuder gli occhi io cerco, il cieco orrore contemplo allor de la mia propria morte.
Una singola morte è una tragedia, un milione di morti è una statistica.
La morte non è un evento estremo e conclusivo, è un elemento della vita con il quale noi tutti coabitiamo.
Morire significa separarti non solo da quello che eri, ma anche da quello che non hai potuto diventare. Quest'ultimo aspetto della morte è il più inquietante.
E' assai difficile, se non impossibile, trovare un morto con la faccia da stupido. Fra le conseguenze di ogni trapasso, questa la principale.
La morte ti sovrasta: fin tanto che vivi, fin tanto che puoi, sii buono.
La morte, se somiglia allo spegnersi di una luce non mi spaventa: tutt'al più mi scoccia. L'unica cosa che mi spaventa è il dolore.
Molte persone hanno così tanta paura di morire da non riuscire a vivere.
Non si può ancora morire mentre ti agiti inerte. Aggrappati all'ultima azione che ancora puoi fare: non devi fallire la morte.