L'idea che si morirà è più crudele del morire, ma meno dell'idea che un altro sia morto.- Marcel Proust
L'idea che si morirà è più crudele del morire, ma meno dell'idea che un altro sia morto.
Si diventa morali non appena si è infelici.
La realtà è il più abile dei nemici. Lancia i suoi attacchi contro quel punto del nostro cuore dove non ce li aspettavamo e dove non avevamo preparato difese.
A volte per i morti si fanno cose che non si sarebbero fatte per i vivi.
L'irresponsabilità aggrava le colpe e persino i crimini, checché se ne dica.
La noia è uno dei mali meno gravi che abbiamo da sopportare.
La morte con tutta probabilità è la più grande invenzione della vita. Spazza via il vecchio per far spazio al nuovo.
Gli uomini temono la morte come i bambini temono il buio; e come quella paura naturale nei bambini è accresciuta da fole e racconti, così è dell'altra.
Destini di morte maggiori ottengono sorti maggiori.
Morte. La più implacabile delle malattie ereditarie.
Un sillogismo: gli altri muoiono; ma io non sono un altro; dunque non morirò.
Alla stupida domanda "Perché io?" l'universo si prende a malapena il disturbo di replicare: perché no?
Giaceva immobile e la morte non era con lui. Doveva essere passata da un'altra strada. La morte pedalava in bicicletta, si muoveva silenziosa sul selciato.
Il primo sintomo della morte é la nascita.
Sappiate che la morte vi sorveglia, gioir nei prati o fra i muri di calce, come crescere il gran guarda il villano finché non sia maturo per la falce.
La pena di morte, così come la si applica, è una disgustosa macelleria, un oltraggio inflitto alla persona e al corpo.