L'idea che si morirà è più crudele del morire, ma meno dell'idea che un altro sia morto.- Marcel Proust
L'idea che si morirà è più crudele del morire, ma meno dell'idea che un altro sia morto.
La malattia è il medico più ascoltato: alla bontà, alla scienza si fanno solo promesse; alla sofferenza si obbedisce.
La malattia è il dottore a cui si dà più ascolto. Alla gentilezza ed alla saggezza noi facciamo soltanto delle promesse; al dolore, noi obbediamo.
È nella malattia che ci rendiamo conto che non viviamo soli, ma incatenati a un essere d'un altro regno, dal quale ci separano degli abissi, che non ci conosce e dal quale è impossibile farci comprendere: il nostro corpo.
I nostri nemici muoiono quando la loro morte non ci reca né vantaggio né piacere.
Per molto tempo sono andato a dormire presto. A volte, appena spenta la candela, i miei occhi si chiudevano così subitamente che non avevo nemmeno il tempo di dirmi: «Mi addormento» e, mezz'ora dopo, il pensiero che era tempo di cercare il sonno mi svegliava.
La morte stessa non è, per chi vi rifletta, cosa così seria come il matrimonio.
Non ti preoccupare della morte, quando ci arrivi, perché non lascia impronte.
Se mi converto è perché è meglio che muoia un credente che un ateo.
Non puoi sapere dove ti attenda la morte: perciò aspettala dovunque.
Se la morte è il fine necessario della vita, tutta la saggezza consiste nell'affrettarne il conseguimento.
Oltre all'attesa di quello che accadrà dopo la morte, mi inquietano altri due interrogativi antecedenti e senza risposte: quando e come moriro? E il quando è meno preoccupante del come.
Conoscevo un uomo che diceva "La morte sorride a tutti; un uomo non può far altro che sorriderle di rimando".
La morte ti viene incontro: la dovresti temere se potesse rimanere con te: ma necessariamente o non è ancora arrivata o passa oltre.
"Siamo nati per morire." Se l'avessi saputo prima!
È impossibile sperimentare la propria morte oggettivamente e continuare a cantare una melodia.