L'idea che si morirà è più crudele del morire, ma meno dell'idea che un altro sia morto.- Marcel Proust
L'idea che si morirà è più crudele del morire, ma meno dell'idea che un altro sia morto.
É più facile rinunciare ad un sentimento che perdere un'abitudine.
Siamo tutti costretti, per rendere sopportabile la realtà, a coltivare in noi qualche piccola pazzia.
Per molto tempo sono andato a dormire presto. A volte, appena spenta la candela, i miei occhi si chiudevano così subitamente che non avevo nemmeno il tempo di dirmi: «Mi addormento» e, mezz'ora dopo, il pensiero che era tempo di cercare il sonno mi svegliava.
C'è cosa dotata di un potere di esasperare che una persona non raggiungerà mai: un pianoforte.
L'uomo ama idealizzare, ma quando il sogno diviene realtà scatta l'indifferenza.
E poi morire non è nulla. E' solo finire di nascere.
Morì con tanta bravura che sembrò non avesse fatto altro in vita sua.
Cristo in vicinanza della morte trema, piange, si abbandona alla disperazione. Socrate conversa serenamente con i suoi discepoli sull'immortalità.
Il richiamo della morte è anche un richiamo d'amore. La morte è dolce se le facciamo buon viso, se la accettiamo come una delle grandi, eterne forme dell'amore e della trasformazione.
Noi diciamo la morte per semplificare, ma ce ne sono quasi quante le persone.
La vita dei morti è riposta nel ricordo dei vivi.
Gli uomini temono la morte come i bambini temono il buio; e come quella paura naturale nei bambini è accresciuta da fole e racconti, così è dell'altra.
La morte stessa non è, per chi vi rifletta, cosa così seria come il matrimonio.
Non ci si può mai preparare abbastanza alla morte. Altre azioni possono essere ripetute, si possono ritentare se non riescono la prima volta. Non è così con la morte: essa avviene una volta sola e non c'è alcuna possibilità di ripeterla perché riesca meglio.
Se mi converto è perché è meglio che muoia un credente che un ateo.