Morire: smettere improvvisamente di peccare.- Elbert Green Hubbard
Morire: smettere improvvisamente di peccare.
Non ci vuole molta forza per fare le cose, ma viene richiesta molta forza per decidere cosa fare.
Ogni uomo è un folle per almeno cinque minuti al giorno, la saggezza consiste nel non eccedere il limite.
Il genio può avere le sue limitazioni, ma la stupidità non ha tale limitazione.
È una bella cosa possedere delle capacità, ma la capacità di scoprire la capacità negli altri è il vero esame.
I cimiteri sono pieni di gente di cui il mondo non poteva fare a meno.
L'uomo è un pacco postale che la levatrice spedisce al becchino.
In qualunque luogo ci sorprenda la morte in battaglia, che sia la benvenuta.
Nessuno si uccide. La morte è destino. Non si può che augurarsela, Ippòloco.
L'amicizia fa amare la vita, l'amore dà gusto alla morte.
E poi morire non è nulla. E' solo finire di nascere.
C'è chi muore oscuro perché non ha avuto un diverso teatro.
La morte è uno stato di perfezione, il solo alla portata di un mortale.
Pochi uomini desiderano veramente di morire; ma infiniti vorrebbero non esser mai nati.
Il primo sintomo della morte é la nascita.
Mi scrive l'amica di Londra: "A giudicare da certi cimiteri ci sarebbe da pensare che noi trattiamo i nostri cari meglio da morti che da vivi.