Ammazzare il tempo nell'attesa che il tempo ci ammazzi.- Alessandro Morandotti
Ammazzare il tempo nell'attesa che il tempo ci ammazzi.
L'invidia è un sentimento che divora chi lo nutre.
Amare tutta l'umanità può riuscire più facile del tollerare una sola persona.
Scegliere il momento della propria fine è la suprema manifestazione della libertà.
Il Padreterno, per compensare l'uomo delle enormi carenze fisiche nei confronti degli animali, lo ha dotato della ragione ma ha purtroppo omesso di fornirlo della combinazione esatta per servirsene.
La donna ideale deve soddisfare l'anima, lo spirito, i sensi. Non trovando riuniti i tre requisiti nella stessa persona è consentito il frazionamento.
Non si può scegliere il modo di morire. E nemmeno il giorno. Si può soltanto decidere come vivere. Ora.
Se non fosse la morte, quasi non sarebbe poesia nella vita.
L'interesse per la malattia e la morte è sempre e soltanto un'altra espressione dell'interesse per la vita.
Colui il quale ha sentito il soffio della Morte alitare presso il suo volto, guarda la Vita con occhi diversi.
Nessuno è separato da nessuno. Nessuno lotta per se stesso. Tutto è uno. L'angoscia e il dolore, il piacere e la morte non sono nient'altro che un processo per esistere. La lotta rivoluzionaria in questo processo è una porta aperta all'intelligenza.
Gli uomini temono la morte come i bambini temono il buio; e come quella paura naturale nei bambini è accresciuta da fole e racconti, così è dell'altra.
Il cimitero è pieno di grandi uomini di cui il mondo non poteva farne a meno.
Bisogna salvarsi per poter morire, perché la morte non sopraggiunga senza coscienza, ma chiara, precisa, limpida.
Si muore troppo facilmente. Dovrebbe essere molto più difficile morire.
Solo un fumo torbido è il sogno della morte, e il fuoco della vita sotto vi arde.