Sposi della vita, amanti della morte.- Benito Mussolini
Sposi della vita, amanti della morte.
Senza una chiara, definitiva, onnipresente coscienza di razza, non si tengono gli imperi.
L'archietettura è la sintesi di tutte le arti.
Regimi esclusivamente consensuali non sono mai esistiti, non esistono, non esisteranno mai.
La guerra sta all'uomo, come la maternità alla donna.
Il fascismo stabilisce l'uguaglianza verace e profonda di tutti gli individui di fronte al lavoro e di fronte alla nazione.
Chi sa morire, non ha più padrone.
La morte può essere l'espiazione delle colpe, ma non può mai ripararle.
Vivere non è poi una gran cosa: tutti i tuoi servi, tutte le bestie vivono: l'importante è morire con dignità, saggezza e coraggio.
La morte è qualcosa di inevitabile. Quando un uomo ha fatto quello che ritiene il suo dovere per la sua gente e il suo paese, può riposare in pace. Credo di aver fatto quello sforzo ed è per questo che riposerò per l'eternità.
Prima di morire voglio sentire l'urlo di una farfalla.
La morte acuisce i desideri.
La prima e più saliente contrapposizione è tra uomini e donne; la seconda, fra i vivi e i morti; la terza, fra amici e nemici.
L'importante è che la morte mi colga vivo.
Il gambero arrossisce dopo la morte. Che finezza esemplare, in una vittima!
Gli dei nascondono agli uomini la dolcezza della morte, affinché essi possano sopportare la vita.