Sposi della vita, amanti della morte.- Benito Mussolini
Sposi della vita, amanti della morte.
Governare gli italiani non è difficile, ma inutile.
La cinematografia è l'arma più forte.
Il lavoro é la cosa più alta, più nobile, più religiosa della vita.
Se il fascismo non è stato che olio di ricino e manganello, e non invece una passione superba della migliore gioventù italiana, a me la colpa!
In un uomo di stato, la cosiddetta cultura è in fin dei conti un lusso inutile.
Chi sa morire, non ha più padrone.
La morte, mistero inesplicabile, di cui un'esperienza quotidiana sembra non avere ancora convinto gli uomini.
Ricordiamo il vecchio adagio: si vis pacem, para bellum: se vuoi conservare la pace preparati alla guerra. Sarebbe ora di modificare questo adagio e di dire: si vis vitam, para mortem: se vuoi poter sopportare la vita, disponiti ad accettare la morte.
Tutti dobbiamo morire, l'importante è morire bene.
L'orrendo della morte è il suo cerimoniale. Quanto più bello sarebbe andarsene al cimitero da soli, a piedi.
Vorrei morire ucciso dagli agi. Vorrei che di me si dicesse: "Come è morto? Gli è scoppiato il portafogli".
Giaceva immobile e la morte non era con lui. Doveva essere passata da un'altra strada. La morte pedalava in bicicletta, si muoveva silenziosa sul selciato.
Un analfabeta morto un'ora fa sa più cose sull'universo di tutti gli scienziati messi insieme.
La vita è una ciliegia La morte il suo nòcciolo L'amore il ciliegio.
C'è una fine per tutto e non è detto che sia sempre la morte.