La vita è una ciliegia La morte il suo nòcciolo L'amore il ciliegio.- Jacques Prévert
La vita è una ciliegia La morte il suo nòcciolo L'amore il ciliegio.
Il nostro amore è felice di vivere e ciò gli basta.
La nostra vita non è dietro a noi, né avanti, né adesso, è dentro.
Quelli che hanno quattromilaottocentodieci metri di Monte Bianco, trecento di Torre Eiffel, venticinque centimetri di petto e ne sono fieri.
Le prigioni trovano sempre dei guardiani.
La paura della morte abita nella maggior parte di noi, a un livello più o meno alto, perché non è forse la morte considerata il grande «ignoto»?
È meglio morire svuotandosi che riempendosi, e meglio di fame che d'indigestione.
Ogni volta che trascorro del tempo con una persona che sta morendo trovo in effetti una persona che vive. Morire è il processo che inizia pochi minuti prima della morte, quando il cervello viene privato dell'ossigeno; tutto il resto è vivere.
Il privilegio dei morti: non moriranno più.
In fondo, e in sintesi estrema, è per sfuggire alla morte che ci siamo inventati il linguaggio, l'arte, la filosofia, la politica.
Il pensiero più fastidioso e più affliggente che si possa avere, vivendo: quello della morte.
Ognuno di noi parte da una fondamentale certezza: la morte, ma deve approdare ad una altrettanto valida certezza; la vita. Sono questi il NERO ed il BIANCO della nostra esistenza.
Rubinetti che gocciolano, scoregge di passione, pneumatici bucati sono tutte cose più tristi della morte.
Alla morte pensaci, per non temerla mai.
Morte... è l'unica cosa che non siamo riusciti a volgarizzare del tutto.