C'è una fine per tutto e non è detto che sia sempre la morte.- Giorgio Gaber
C'è una fine per tutto e non è detto che sia sempre la morte.
Un uomo sapiente può godere l'intero spettacolo del mondo soltanto con l'aiuto dei sensi e del pensiero.
Libertà è partecipazione.
Tra l'avere la sensazione che il mondo sia una cosa poco seria e il muovercisi dentro perfettamente a proprio agio, esiste la stessa differenza che c'è tra l'avere il senso del comico e l'essere ridicoli.
A volte la differenza fra star bene e star male è piccolissima ed è anche una questione di volontà.
Io se fossi Dio, non avrei fatto gli errori di mio figlio, e sull'amore e sulla carità mi sarei spiegato un po' meglio.
Dove non è spirito che svegli la vita in qualsivoglia cosa, è morte.
Solo da morti, scrittore e asino, trovano la loro glorificazione.
Con vent'anni nel core Pare un sogno la morte, eppur si muore.
Il fatto che siano tutti votati alla scomparsa, produce in noi un sentimento insopportabile. Ma lo sarebbe ancora di più se fosse la morte a scomparire...
Bisogna avere almeno una certezza: quella di rimanere padrone della propria morte e di essere in grado di scegliere l'ora e i mezzi.
La morte ti sovrasta: fin tanto che vivi, fin tanto che puoi, sii buono.
Nulla è da temere da uomo che pensi abitualmente alla morte.
L'idea che si morirà è più crudele del morire, ma meno dell'idea che un altro sia morto.
O ciechi, il tanto affaticar che giova? Tutti torniamo a la grande madre antica, E il nome nostro a pena si ritrova.
Un bel morir, tutta la vita onora.