Chi sa morire, non ha più padrone.- Sully Prudhomme
Chi sa morire, non ha più padrone.
Discorso della Virtù. La Virtù non promette niente, si limita a compiacersi dei propri atti. Al coraggio propone delle prove di dolore e come ricompensa alla vita offre il puro sentimento della dignità.
Non credere, amico mio, che l'uomo sia capace di sentire tanta felicità quanta ne può concepire; c'è nel desiderio e nell'immaginazione meno forza che nella sensibilità.
Quando uno ha approfondito un problema filosofico deve, in qualche modo, indietreggiare come un pittore davanti al quadro e guardare ciò che ha prodotto.
L'amicizia fa amare la vita, l'amore dà gusto alla morte.
La morte vera è la separazione da Dio e questa è intollerabile; la morte vera è la non fede, la non speranza, il non amore.
Temere la morte è più doloroso di morire.
Nessuno è così favorito da non avere accanto a se, al momento della morte, qualcuno che gioisca del triste evento.
Quando gli uomini muoiono, li attendono cose che essi non sperano né suppongono.
Il mio primo film era così brutto, che in sette stati americani aveva sostituito la pena di morte.
Un sillogismo: gli altri muoiono; ma io non sono un altro; dunque non morirò.
Senza fede non potremmo accettare né concepire la morte.
'A morte 'o ssaje ched'e?... è una livella.
La morte di un amore è come la morte d'una persona amata. Lascia lo stesso strazio, lo stesso vuoto, lo stesso rifiuto di rassegnarti a quel vuoto. Perfino se l'hai attesa, causata, voluta per autodifesa o buonsenso o bisogno di libertà, quando arriva ti senti invalido. Mutilato.
Vorrei essere solo con la morte. È una partita a due che voglio giocare fino in fondo anche se so che è sempre lei a vincere.