La Morte è l'ultimo dei mali.- Salvator Rosa
La Morte è l'ultimo dei mali.
O taci, o di' cose migliori del silenzio.
Poco mi giova aver costanza o fede; per me fortuna avara parla muta, ode sorda e cieca vede.
È molto vero che la concordia è madre del matrimonio, ma il matrimonio è padre della discordia.
Innamora più una graziosa bruttezza che una beltà soverchiamente sostenuta.
Nella vita la cosa più audace è odiare la morte; sono disprezzabili e disperate le religioni che ottundono questo odio.
La morte non costituisce nulla per noi, dal momento che il godere e il soffrire sono entrambi nel sentire, e la morte altro non è che la sua assenza.
La morte è senza mistero, come la vita. È una necessità: poiché è necessario vivere.
La vita fa l'analisi, la morte si incarica della sintesi.
Crediamo che la morte ci segua e, invece, ci ha preceduto e ci seguirà. Tutto quello che è stato prima di noi è morte; che importa se non cominci oppure finisci, quando il risultato in entrambi i casi è questo: non esistere.
Mi sono riappacificato col pensiero di dover morire quando ho compreso che senza la morte non arriveremmo mai a fare un atto di piena fiducia in Dio. Di fatto in ogni scelta impegnativa noi abbiamo sempre delle uscite di sicurezza. Invece la morte ci obbliga a fidarci totalmente di Dio.
La morte sorride a tutti; un uomo non può far altro che sorriderle di rimando.
La morte non è così tragica. Tra cent'anni, ciascuno di noi non ci penserà più.
Secondo l'ordine naturale delle cose nessuno muore ad un tratto, ma la natura ci distacca essa medesima dalla vita come un frutto maturo; ed è sì valente in questa bisogna che spesso ce ne infastidisce per modo da farci anelare alla morte come ad una dolcezza.
La morte è una faccenda molto triste, molto noiosa, e il mio personale consiglio per voi è di non averci niente a che fare.