Non vorremo morire. Ogni vita è una successione di idee che non si vorrebbe interrompere.- Montesquieu
Non vorremo morire. Ogni vita è una successione di idee che non si vorrebbe interrompere.
Lo sport piace perché lusinga l'avarizia, vale a dire, la speranza di avere di più.
L'avarizia. È così sciocca che non sa neppure contare.
Gli accidenti della fortuna si riparono facilmente: quello a cui non possiamo porre riparo sono gli eventi che nascono incessantemente dalla natura delle cose.
L'amicizia è un contratto col quale ci obblighiamo a fare piccoli favori agli altri perché gli altri ce ne facciano di grandi.
Di solito coloro che hanno un grande spirito l'hanno ingenuo.
I cimiteri sono pieni di gente di cui il mondo non poteva fare a meno.
La morte è l'unica cosa che riesce a spaventarmi. La detesto perché oggi si può sopravvivere a tutto tranne che a lei. La morte e la volgarità sono le uniche due realtà che il diciannovesimo secolo non è riuscito a spiegare.
Per tre giorni dopo la morte i capelli e le unghie continuano a crescere ma le telefonate calano progressivamente.
Io sono decisamente antimorte. Dio sembra essere sotto ogni profilo promorte. Non vedo come potremmo andare d'accordo sulla questione, lui e io.
La nostra vita scaturisce dalla morte degli altri.
Ogni mattina e ogni sera dovremmo continuamente pensare alla morte, sentendoci già morti da sempre; in tal modo, saremo liberi di muoverci in ogni situazione.
È bella la morte quando pone fine a una brutta vita.
La morte è orribile solo per colui che non crede in Dio, oppure crede in un Dio malvagio, il che è la stessa cosa. Per colui che crede in Dio, nella sua bontà e vive in questa vita secondo la sua legge ed ha sperimentato questa sua bontà, per costui la morte è solo un passaggio.
Quando si muore si ha ben altro da fare che di pensare alla morte.
Ormai mi incuriosisce di più morire. Mi rincresce solo che non potrò scriverne.