Quando abbiamo imparato a vivere, moriamo.- Lalla Romano
Quando abbiamo imparato a vivere, moriamo.
Spesso, mentire è carità.
Il materialismo non è meno nobile dello spiritualismo; anzi, di più perché non pretende di esserlo.
Nello stesso momento che le cose acquistano valore, perdono il loro valore.
Davanti a uno che muore, la parola vivere suona oscena.
Della nostra storia nulla vive se non raccontato (cantato).
O sei innamorato, o non lo sei. E' come la morte... o sei morto, o non lo sei: non è che uno è troppo morto! Non c'è troppo amore, l'amore è lì, non si può andare oltre un certo limite e quando ci arrivi, a questo limite, è per l'eternità.
Se la fama giunge solo dopo la morte, che aspetti.
Per gli uomini buoni la morte è preferibile a una cattiva fama: l'una, infatti, è la fine della vita, mentre l'altra è una malattia per la vita.
La statistica ci segnala che possiamo contare in tutto su un venticinquemila giorni; qualche migliaio in più per qualcuno. Ma dopo non ce ne saranno altri. Per nessuno. Sì: anche per me che scrivo, anche per te che leggi sarà subito sera.
Sapete come vi darei epigrammi a non finire? Basta portarmi via, lontano dal mio amore.
La morte non è la perdita più grande nella vita. La perdita più grande è quello che muore dentro di noi mentre viviamo.
Guardando un cadavere, la morte mi sembra una partenza. Il cadavere mi dà l'impressione di un vestito smesso. Qualcuno se n'è andato e non ha avuto bisogno di portare con sé quell'unico vestito che indossava.
In confronto alla morte, l'amore è una faticosa faccenda infantile, sebbene gli uomini credano più nell'amore che nella morte.
C'è il sacro terrore della morte, ma la morte è un fatto naturale, credo che la morte sia un'amica dell'uomo, perché mette fine a quel grande dolore che è la vita.
La morte: chiave o serratura?