Ai lutti succedono presto o tardi eventi lieti, è legge della vita.- Italo Calvino
Ai lutti succedono presto o tardi eventi lieti, è legge della vita.
Si dicono classici quei libri che costituiscono una ricchezza per chi li ha letti e amati; ma costituiscono una ricchezza non minore per chi si riserba la fortuna di leggerli per la prima volta nelle condizioni migliori per gustarli.
Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che poi venga scoperto.
E' impossibile stabilire dove, e quando, è nata una fiaba.
La conoscenza del prossimo ha questo di speciale: passa necessariamente attraverso la conoscenza di se stesso.
Tutto può cambiare, ma non la lingua che ci portiamo dentro, anzi che ci contiene dentro di sé come un mondo più esclusivo e definitivo del ventre materno.
Ad un certo punto della vita non è la speranza l'ultima a morire, ma il morire è l'ultima speranza.
Ed è il pensiero della morte che, in fine, aiuta a vivere.
Morire significa separarti non solo da quello che eri, ma anche da quello che non hai potuto diventare. Quest'ultimo aspetto della morte è il più inquietante.
La morte mi deve scambiare per qualcun altro.
Non si può ancora morire mentre ti agiti inerte. Aggrappati all'ultima azione che ancora puoi fare: non devi fallire la morte.
Non penso alla morte, ma accetto il fatto che sia parte del gioco.
Spesso fa più male la paura di morire che la morte.
La morte è come un pescatore che pigli il pesce nella rete e per un po' lo lascia in acqua; il pesce nuota ancora, ma ha tutt'intorno la rete, e il pescatore lo tirerà su, quando gli sembrerà opportuno.
Tutte le morti sono odiose per i miseri mortali.
Bisogna salvarsi per poter morire, perché la morte non sopraggiunga senza coscienza, ma chiara, precisa, limpida.