La morte, raggiungila con tutti i tuoi appetiti, e il tuo egoismo e tutti i peccati capitali.- Arthur Rimbaud
La morte, raggiungila con tutti i tuoi appetiti, e il tuo egoismo e tutti i peccati capitali.
Quando hai diciassette anni non fai veramente sul serio.
La vita è una farsa dove tutti abbiamo una parte.
Adesso posso dire che l'arte è una sciocchezza.
Ho una sete, da far temere la cancrena: i fiumi arduani e belgi, le spelonche, ecco il mio rimpianto.
La morte è una battaglia sempre perduta.
È sorprendente: il potere della morte umana di far rinsavire. Ha più peso di ogni parola, di ogni argomento: è la forza ultima. Si impossessa della tua attenzione e del tuo tempo. E ti lascia cambiato.
In confronto alla morte, l'amore è una faticosa faccenda infantile, sebbene gli uomini credano più nell'amore che nella morte.
La morte distrugge un uomo, l'idea della morte lo salva.
Per quanto bella sia stata la commedia in tutto il resto, l'ultimo atto è sempre sanguinoso. Alla fine, con una vanga si getta della terra sulla testa. Ed ecco fatto, per sempre.
Una cosa che ho imparato riguardo alla morte è che sono chiamato a morire per gli altri. È fin troppo evidente che il modo in cui muoio influisce su molte persone.
La morte è un supplizio nella misura in cui non è semplice privazione del diritto di vivere, ma occasione di calcolate sofferenze.
In questo mondo non vi è nulla di sicuro tranne la morte e le tasse.
La morte è un sonno senza sogni e forse senza risveglio.
Una singola morte è una tragedia, un milione di morti è una statistica.