La morte, raggiungila con tutti i tuoi appetiti, e il tuo egoismo e tutti i peccati capitali.- Arthur Rimbaud
La morte, raggiungila con tutti i tuoi appetiti, e il tuo egoismo e tutti i peccati capitali.
La morale è la debolezza del cervello.
Ora posso dire che l'arte è una sciocchezza.
L'amore è da reinventare, si sa.
Ho una sete, da far temere la cancrena: i fiumi arduani e belgi, le spelonche, ecco il mio rimpianto.
Il problema più importante, quello della morte, è trattato sempre e solo da incompetenti. Non conosciamo il parere di nessun esperto.
La morte è l'ammirevole liquidazione della vita.
Il vero antidoto alla paura della morte non può che provenire dalla vita. Essa è un formidabile diversivo, un antidoto che respinge indietro quel pensiero e quella paura.
Soltanto l'assoluto e l'universale può morire; noi moriamo in quanto siamo il morire dell'assoluto.
Non temiamo la morte, ma il pensiero della morte.
La più strana di tutte le stranezze finora da me udite, m'è sembrata quella che l'uomo debba aver paura della morte, sapendo che la morte, un fine necessario e inderogabile, verrà quando verrà.
L'orrendo della morte è il suo cerimoniale. Quanto più bello sarebbe andarsene al cimitero da soli, a piedi.
Se sei triste e vorresti morire, pensa a chi sa di morire e vorrebbe vivere.
Poche cose sono più facili che vivere male e morire bene.
Non c'è spazio per la Morte.