Soltanto l'assoluto e l'universale può morire; noi moriamo in quanto siamo il morire dell'assoluto.- Andrea Emo
Soltanto l'assoluto e l'universale può morire; noi moriamo in quanto siamo il morire dell'assoluto.
Nel cuore di ogni aforisma, per quanto nuovo o addirittura paradossale voglia apparire, pulsa un'antichissima verità.
La filosofia è un modo di sopportare l'atroce assurdità della vita.
Quando il nostro pensiero intuisce qualche verità nuovissima, ci sembra sempre che siamo ritornati in noi stessi sulle rive del nostro antico essere, che si sollevi il velario dell'oblio.
Il sogno è l'eco della nostra vita, ripercosso tra le vane ombre del nulla.
Si sta come d'autunno sugli alberi le foglie.
Le persone più vitali sono quelle che hanno maggior terrore della morte, e perciò costrette a sfuggirla e a rimuoverne l'incubo moltiplicano gli atti di vita e collocano in essi il senso del quale hanno bisogno.
Chi sa morire, non ha più padrone.
La morte dei giovani è un naufragio, quella dei vecchi un approdare al porto.
Essere immortale è cosa da poco, tutte le creature lo sono, giacché ignorano la morte.
Gli uomini, fuggendo la morte, l'inseguono.
Morì con tanta bravura che sembrò non avesse fatto altro in vita sua.
La statistica ci segnala che possiamo contare in tutto su un venticinquemila giorni; qualche migliaio in più per qualcuno. Ma dopo non ce ne saranno altri. Per nessuno. Sì: anche per me che scrivo, anche per te che leggi sarà subito sera.
In qualunque luogo ci sorprenda la morte in battaglia, che sia la benvenuta.
La vita è somma. Gioventù + maturità + vecchiaia = m 2,50 di lunghezza x 1,50 di profondità.