Aveva paura di avere, in punto di morte, una paura da morire.- Carlo Gragnani
Aveva paura di avere, in punto di morte, una paura da morire.
Il nevrotico crede di poter star bene una volta guarito. In ciò consiste la sua nevrosi.
La paura si vince non col coraggio ma con una paura più grande. Tutti gli eroi ne fanno esperienza.
Quando un libro è uscito è tempo, per l'autore, di rimorsi.
A volte capita a noi come ai libri: ci troviamo nel posto sbagliato.
Ammazzare il tempo nell'attesa che il tempo ci ammazzi.
Ed è il pensiero della morte che, in fine, aiuta a vivere.
Chissà se ciò che è chiamato morire è vivere, oppure se vivere è morire.
L'eccesso di dolore per la morte è follia; perché è una ferita ai viventi, e i morti non la conoscono.
Quando un uomo muore, un capitolo non viene strappato dal libro, ma viene tradotto in una lingua migliore.
Oltre all'attesa di quello che accadrà dopo la morte, mi inquietano altri due interrogativi antecedenti e senza risposte: quando e come moriro? E il quando è meno preoccupante del come.
Morire per dormire. Nient'altro. E con quel sonno poter calmare i dolorosi battiti del cuore, e le mille offese naturali di cui è erede la carne! Quest'è una conclusione da desiderarsi devotamente. Morire per dormire. Dormire, forse sognare.
I morti hanno paura dei vivi. Ma i vivi, che non lo sanno, temono i morti.
C'è chi muore oscuro perché non ha avuto un diverso teatro.
Si può sopravvivere a tutto al giorno d'oggi tranne che alla morte, e si può far dimenticare ogni cosa eccetto una buona reputazione.