Vecchiaia: stanchezza che il riposo non elimina.- Carlo Gragnani
Vecchiaia: stanchezza che il riposo non elimina.
Il pessimista è uno che si è informato.
Il nevrotico crede di poter star bene una volta guarito. In ciò consiste la sua nevrosi.
Quando un libro è uscito è tempo, per l'autore, di rimorsi.
Aveva paura di avere, in punto di morte, una paura da morire.
La paura si vince non col coraggio ma con una paura più grande. Tutti gli eroi ne fanno esperienza.
Vecchio è chi più non desidera che, comunque, vivere. Di questi vecchi alcuni hanno solo vent'anni.
Ti accorgi di essere invecchiato quando, chinandoti per allacciarti una scarpa, ti chiedi cos'altro puoi fare già che sei giù.
La vecchiaia è un alibi.
Prima di diventare vecchio ho cercato di vivere bene, ora che sono vecchio cerco di morire bene: a morire bene significa morire volentieri.
Non si smette di giocare perché si diventa vecchi, ma si diventa vecchi perché si smette di giocare.
I vecchi che posseggono il senso dell'umorismo hanno diritto al trenta percento di sconto sull'età.
La vecchiaia, quando è degna di questo nome, dovrebbe portare il meglio.
Più invecchio anch'io, più mi accorgo che l'infanzia e la vecchiaia non solo si ricongiungono, ma sono i due stati più profondi che ci è dato vivere. In essi si rivela la vera essenza di un individuo, prima o dopo gli sforzi, le aspirazioni, le ambizioni della vita.
La vecchiaia è un'astuta trovata per rendere più disponibili alla dipartita.
La vecchiezza è male sommo: perché priva l'uomo di tutti i piaceri, lasciandone gli appetiti, e porta seco tutti i dolori.