Quando un libro è uscito è tempo, per l'autore, di rimorsi.- Carlo Gragnani
Quando un libro è uscito è tempo, per l'autore, di rimorsi.
In ogni amicizia c'è un segreto comune ignorato.
Le lettere d'amore si nutrono di lontananza.
A volte capita a noi come ai libri: ci troviamo nel posto sbagliato.
Le sale d'attesa degli ospedali non indicano prudentemente che cosa dobbiamo attenderci.
Non merita d'essere letto il libro che non lasci desiderio d'essere riletto.
I libri ci danno un diletto che va in profondità, discorrono con noi, ci consigliano e si legano a noi con una sorta di familiarità attiva e penetrante.
Scrivere un libro senza preoccuparsi della sua sopravvivenza sarebbe da imbecilli.
Leggere fa bene, ma può fare anche male, diciamo la verità. I libri sono come le medicine o come qualunque altro medium: vanno presi con cautela.
Gli uomini non capiscono i libri finché non hanno vissuto un po', o in ogni caso, nessun uomo capisce un libro profondo finché non ha visto o vissuto almeno parte del contenuto di esso.
Giudicare poco importante un libro non appena si scopre che mira a un qualunque fine. La prima qualità richiesta ai libri di qualità è la necessità.
Un uomo che non legge buoni libri non ha alcun vantaggio rispetto a quello che non sa leggere.
Un classico è un'opera che provoca incessantemente un pulviscolo di discorsi critici su di sé, ma continuamente se li scrolla di dosso.
Si può essere colti sia avendo letto dieci libri che dieci volte lo stesso libro. Dovrebbero preoccuparsi solo coloro che di libri non ne leggono mai. Ma proprio per questa ragione essi sono gli unici che non avranno mai preoccupazioni di questo genere.
Il libro ti muta nell'essenza.