I libri sono di chi li legge.- Andrea De Carlo
I libri sono di chi li legge.
Non è incredibile come quando ti innamori di una donna ti sembra che lei viva d'aria, senza peso e senza fatica, senza nemmeno bisogno di mangiare, alimentata solo dalle sue qualità sorprendenti?
Tutte le situazioni finiscono, prima o poi, è lo schifo imperfetto della vita.
L'importante è pensare meno, ricordare e immaginare e aspettare meno. Prendere subito quello che c'è e basta.
È che non bisognerebbe mai immaginarsi qualcosa troppo nel dettaglio perché l'immaginazione finisce per mangiarsi tutto il terreno su cui una cosa potrebbe accadere.
Non esiste una qualità che non abbia un costo. Più bella e rara la qualità, più alto il costo.
Per scrivere un libro nel terzo millennio ci vuole una smisurata superbia. Basta entrare in una biblioteca comunale e guardare le vetrine di un cartolaio per capire che il mondo non ha bisogno di un volume in più.
Un buon libro rende migliore colui che l'ha scritto.
I libri ci danno un diletto che va in profondità, discorrono con noi, ci consigliano e si legano a noi con una sorta di familiarità attiva e penetrante.
Un best-seller è la tomba dorata d'un talento mediocre.
Si scrive soltanto una metà del libro, dell'altra metà si deve occupare il lettore.
Se vogliamo moltiplicarci, non dobbiamo agire, fuggire, viaggiare in India o a Tahiti, ma scegliere un libro nuovo nella frusciante foresta di pagine che avvolge i muri della nostra stanza.
Mai imprestar libri, non uno fa ritorno; i soli che ho in biblioteca sono quelli che altri mi hanno imprestato.
Quanti uomini hanno datato l'inizio d'una nuova era della loro vita dalla lettura di un libro.
I libri migliori sono proprio quelli che dicono quel che già sappiamo.
Tutti i libri in generale, e anche i più belli, mi sembrano molto meno preziosi per quello che contengono che per quello che vi può mettere dentro il lettore.