I libri sono di chi li legge.- Andrea De Carlo
I libri sono di chi li legge.
Giochiamo a fare i rivoluzionari nei nostri piccoli spazi riservati e ci sentiamo pericolosi e importanti e poi alla prima occasione vera torniamo poveri minorenni senza una casa e senza un lavoro e senza soldi, senza la minima possibilità di incidere sulla nostra vita.
In Italia la corruzione ce l'abbiamo nel sangue, anche se non ci piace. Siamo cattolici, per la madonna. Pecca e confessa e fatti perdonare e ripecca, e alla fine tutti sono contenti.
Magari uno rimpiange di aver perso qualcosa, e l'ha perso solo per trovare di meglio.
Tutte le situazioni finiscono, prima o poi, è lo schifo imperfetto della vita.
Quando due avversari si scontrano, vince quello che lotta con riluttanza.
Il bene di un libro sta nell'essere letto. Un libro è fatto di segni che parlano di altri segni, i quali a loro volta parlano delle cose. Senza un occhio che lo legga, un libro reca segni che non producono concetti, e quindi è muto.
Per ogni libro degno di essere letto c'è una miriade di cartastraccia.
I libri brutti sono come le donne brutte: non ci si può mica cavarne fuori molto.
Esistono due motivi per leggere un libro: uno, perché vi piace, e l'altro, che potrete vantarvi di averlo letto.
Il libro che per primo meriterebbe di essere proibito è il catalogo dei libri proibiti.
Ammiro il libro che mi obbliga a leggerlo.
Spesso nella tua vita tu troverai che un libro è il migliore amico di un uomo.
Un uomo che legge dovrebbe essere un uomo intensamente vivo. Il libro dovrebbe essere una palla di luce nelle sue mani.
Un monaco dovrebbe certo amare i suoi libri con umiltà, volendo il ben loro e non la gloria della propria curiosità: me quello che per i laici è la tentazione dell'adulterio e per gli ecclesiastici regolari è la brama di richezze, questa per i monaci è la seduzione della conoscenza.
È nella ricerca delle risposte che nascono i libri.