Certi libri già dopo tre righe mostrano un radiatore che fuma.- Gesualdo Bufalino
Certi libri già dopo tre righe mostrano un radiatore che fuma.
Certi poeti moderni fanno pensare a ragni ubriacati con LSD.
Mi è impossibile amare una donna che non mi ami. Potrei esserle amico, ma niente di più. Ogni donna che non mi ama è un uomo.
E se fossimo solo il Suo peccato originale, l'infrazione, la mela che non doveva mangiare?
Se volete sapere di più su di voi, origliate dietro le porte.
La speranza è una specie di scarlattina infantile che ci portiamo dietro tutta la vita.
I libri migliori sono proprio quelli che dicono quel che già sappiamo.
Ignorare certi libri, certe peculiarità della scienza letteraria, resterà sempre, quand'anche si tratti di un uomo di genio, un segno di rozzezza intellettuale.
Non si leggono i classici per dovere o per rispetto, ma solo per amore.
Per capire la differenza che esiste tra leggere un racconto su internet o su un libro, basta chiudere gli occhi e mettere il palmo della mano, prima sullo schermo e poi sulla pagina del libro. Il contatto con la carta, anche detto "libridine", ci fa capire la differenza.
Non basta avere molti libri, bisogna anche spolverarli.
Il nome di uno scrittore, il titolo di un libro, possono a volte, e per alcuni, suonare come quello di una patria.
Per scrivere un libro nel terzo millennio ci vuole una smisurata superbia. Basta entrare in una biblioteca comunale e guardare le vetrine di un cartolaio per capire che il mondo non ha bisogno di un volume in più.
È un pensiero che calma e dà forza, sapere che tra i libri che possediamo ce ne sono alcuni sufficienti a liberare e a salvare. Se ne aggiungono di nuovi, quasi ogni giorno, ma quelli necessari già ci sono da tempo.
La scuola e l'università dovrebbero servire a far capire che nessun libro che parla d'un libro dice di più del libro in questione; invece fanno di tutto per far credere il contrario.
I veri libri devono essere figli non della luce e delle chiacchere ma dell'oscurità e del silenzio.