Certi libri già dopo tre righe mostrano un radiatore che fuma.- Gesualdo Bufalino
Certi libri già dopo tre righe mostrano un radiatore che fuma.
Un grande scrittore è di solito meno intelligente di molti scrittori minori.
Due infelicità, sommate, possono fare una felicità.
Che ci vuole a scrivere un libro? Leggerlo è la fatica.
Si può anche dannare la propria vita se si ha genio. Se si ha solo talento è da stupidi.
Meno credo in Dio più ne parlo.
Di tutte le cose i libri sono stati quelli che ho più amato.
Abbiamo bisogno di libri che agiscano su di noi come una disgrazia che ci fa molto male, come la morte di uno che ci era più caro di noi stessi, come se fossimo respinti nei boschi, via da tutti gli uomini, come un suicidio.
A leggere la quarta di copertina dei libri in commercio, sembrerebbe che in circolazione ci siano soltanto capolavori.
Si possono ignorare moltissimi libri, senz'essere, per questo, un ignorante.
I libri si dividono in due categorie: i libri per adesso e i libri per sempre.
Il libro è l'oppio dell'Occidente.
Uscire da un libro è come uscire dal meglio di sé. Passare dagli archi soffici e ariosi della mente alle goffaggini di un corpo accattone sempre in cerca di qualcosa è comunque una resa.
L'unica opera grande e perfetta è quella che non si sogna mai di realizzare.
C'è gente tanto brava da scrivere due libri contemporaneamente: il primo e l'ultimo.
D'un classico ogni rilettura è una lettura di scoperta come la prima.