Certi libri già dopo tre righe mostrano un radiatore che fuma.- Gesualdo Bufalino
Certi libri già dopo tre righe mostrano un radiatore che fuma.
Autunno, stagione sleale.
Resta dubbio, dopo tanto discorrere, se le donne preferiscano essere prese, comprese o sorprese.
Viaggiare significa aggiungere vita alla vita.
La morte naturale non esiste: ogni morte è un assassinio. E se non si urla, vuol dire che si acconsente.
L'amore, che sentimento difficile. Dove forse ciò che più conta è il teatrino della seduzione, il gioco di assoggettare qualcuno, di assoggettarsi a qualcuno.
La scuola e l'università dovrebbero servire a far capire che nessun libro che parla d'un libro dice di più del libro in questione; invece fanno di tutto per far credere il contrario.
A volte, mentre passeggio, mi viene voglia di andare in una libreria. Entrare e trascorrere del tempo, prendendo ogni tanto un libro in mano, mi rilassa. Mi fa stare bene. Mi fa sentire sempre un po' più intelligente e interessante di come sono realmente.
Nei libri che ricordiamo c'è tutta la sostanza di quelli che abbiamo dimenticato.
Ci sono libri che non si dovrebbero osare se non dopo i quarant'anni.
Che ci vuole a scrivere un libro? Leggerlo è la fatica.
I libri non servono per sapere ma per pensare, e pensare significa sottrarsi all'adesione acritica per aprirsi alla domanda, significa interrogare le cose al di là del loro significato abituale reso stabile dalla pigrizia dell'abitudine.
Non è né il meglio né il peggio di un libro, ciò che in esso è intraducibile.
Fare un'opera e, dopo averla fatta, riconoscere che è brutta, è una delle tragedie dell'anima. Soprattutto è grande quando si riconosce che quell'opera è la migliore che si potesse fare.
Un libro è uno specchio. Se ci si guarda una scimmia, quella che compare non è evidentemente l'immagine di un apostolo.
I libri non sostituiscono la vita, ma neppure la vita sostituisce i libri.