Meno credo in Dio più ne parlo.- Gesualdo Bufalino
Meno credo in Dio più ne parlo.
Oggetti di tenerezza: le comparse nei film americani degli anni Trenta, i dischi a 78 giri, i calendari degli anni passati.
Resta dubbio, dopo tanto discorrere, se le donne preferiscano essere prese, comprese o sorprese.
Essere non comporta necessariamente l'esistere: Dio non esiste ma è.
Ogni sguardo dello scrittore diventa visione, e viceversa: ogni visione diventa uno sguardo.
In un mondo così incoerente, l'esistenza di Dio non sarebbe una cosa più folle della sua non esistenza.
Il nostro concetto di Dio che altro è se non la personificazione dell'incomprensibile?
Soltanto l'inutilità del primo diluvio trattiene Dio dal mandarne un secondo.
Se soltanto avessi servito il mio Dio con metà dello zelo con cui ho servito il mio re, egli non mi avrebbe abbandonato nella mia vecchiaia, nudo, ai miei nemici.
Se viene fuori che c'è un dio, io non credo che sia cattivo, credo che il peggio che si possa dire di lui è che fondamentalmente è un disadattato.
Che Dio sia morto o no, è impossibile tacerne: c'è stato per tanto tempo.
Dio esiste, ma non ha nessuna fretta di farlo sapere.
Sono libero di credere o non credere in Dio, ma devo salire sul tram dalla parte destra, portiera di fondo.
Se le stelle comparissero una sola notte ogni mille anni, come gli uomini potrebbero credere e adorare, e serbare per molte generazioni la rimembranza della città di Dio?
C'è chi dice che Dio esiste e chi è convinto che non esista. La verità, come sempre, sarà nel mezzo.