Meno credo in Dio più ne parlo.- Gesualdo Bufalino
Meno credo in Dio più ne parlo.
Dio, gigantesco eufemismo.
L'immaginazione è "la pazza di casa", m'insegnarono al liceo. La realtà è peggio, risposi: è la scema del villaggio.
Dalla grazia alla disgrazia, a piedi nudi, come in sogno.
Per fortuna gli eroi muoiono di morte violenta.
Il dubbio è una passerella che trema fra l'errore e la verità.
La logica matematica non ha mai scoperto un teorema che negasse l'esistenza di Dio. E non c'è una sola scoperta scientifica che possa portare alla negazione di Dio.
Dio è ingegnoso, ma non disonesto.
È cosa buona per me, o Signore, piuttosto stringermi a te nella tribolazione, averti con me nella fornace, che essere senza di te fosse pure in cielo.
Dio è la speranza del forte, e non la scusa del vile. Noi siamo tutti impastati di debolezze e di errori: perdonarci reciprocamente le nostre balordaggini è la prima legge di natura.
Nessuno è buono, se non Dio solo.
In ultima analisi il dio non è altro che un padre a livello più alto.
Credo che ci siano due Dio e ognuno pensa che l'altro si stia prendendo cura di me.
Dio è la sola cura globale: non ne esiste un'altra. Qualsiasi altra terapia è solo parziale.
Quando Dio tace, gli si può far dire quello che si vuole.
Contro Pascal, io dico: il Dio di Abramo, d'Isacco e di Giacobbe e il Dio dei filosofi è lo stesso Dio.