Meno credo in Dio più ne parlo.- Gesualdo Bufalino
Meno credo in Dio più ne parlo.
Dio, gigantesco eufemismo.
Invidioso non è tanto chi soffre che altri abbia qualcosa che lui non ha, quanto chi soffre che altri abbia ciò che lui ha.
Capita a volte di sentirsi per un minuto felici. Non fatevi cogliere dal panico: è questione di un attimo e passa.
Metà di me non sopporta l'altra e cerca alleati.
Per fortuna gli eroi muoiono di morte violenta.
Dio si rende garante del diritto. Egli difende i deboli dai potenti. È questo il suo vero volto.
L'idea di un Dio impersonale sarà più accettabile per la ragione, ma è pur sempre una scappatoia per spiegare quello che la scienza non sa ancora spiegare.
Rispetto troppo l'idea di Dio per renderlo responsabile di un mondo così assurdo.
Preferisco non avere un Dio, che averne uno malvagio.
Se Dio fosse il punto d'arrivo di un ragionamento, non sentirei alcuna necessità di adorarlo. Ma Dio non è solo la sostanza di ciò che spero, è anche la sostanza di ciò che vivo.
Un Dio che ci lascia provare la sua esistenza vuole essere considerato come un idolo.
Dio ha creato gli uomini. Prima o poi ci riproverà.
Con sottile ironia nobilitiamo Dio con l'appellativo di Padre, pur sapendo bene che un padre come lui lo impiccheremmo, se riuscissimo a catturarlo.
Dio non può perdere niente, perché ha sempre dato tutto e la sua vita è, appunto, questo dono infinito che Egli è.
La gloria di colui che tutto move per l' universo penetra e risplende in una parte più e meno altrove.