Credere in Dio è come accusare qualcuno senza prove.- Pino Caruso
Credere in Dio è come accusare qualcuno senza prove.
Augurarsi e augurare che l'anno nuovo risulti migliore del precedente è consuetudine antica. E significativa. Ci dice come in tutta la storia dell'umanità non ci sia mai stato un anno così ben riuscito da chiedergli il bis.
Per un attore, l'umanità si divide in due categorie: lui e gli altri.
Dio mi ha fatto imperfetto e mortale. Permettete che sia, almeno, un po' seccato.
La saggezza non ha salvato il mondo. Forse dovrà farlo la follia.
In teatro, spesso, le cose migliori sono gli intervalli.
Nel totale compimento della volontà di Dio tutta la responsabilità cade su di Lui.
Chi di noi ha meno bisogni è più simile a un dio.
Vivere è molto difficile, morire è sempre un dispiacere, e il concetto d'un Dio che aiuta ad affrontare le due imprese può dare un sollievo infinito: lo capisco bene.
Le leggi morali non ce le ha date Dio, ma non per questo sono meno importanti. Questa dovrebbe essere l'etica dominante, senza aspettarsi una ricompensa nell'aldilà.
Il credente: Io sono un credente, signore, afflitto dal dubbio che Dio non esista. L'ateo: Io, peggio. Sono un ateo, signore, afflitto dal dubbio che Dio, invece, esista realmente. È terribile.
Agisci come se non ci fosse Dio, ricordandoti però che Egli esiste.
Dio: una malattia dalla quale ci si crede guariti perché non ne muore più nessuno.
Dio è il male.
Se ci fosse un dio onnipotente avrebbe fatto tutto bene e non male.
Il Dio dell'Antico Testamento è forse il personaggio più sgradevole di tutta la letteratura.