Il successo degli invidiosi è l'insuccesso degli altri.- Pino Caruso
Il successo degli invidiosi è l'insuccesso degli altri.
Sono solo l'estraneo con il quale ho più confidenza.
Ho visto, e vedo, atrocità insopportabili in pace e in guerra. Ho visto, e vedo, esseri, uomini o animali sottoporsi al supplizio di vite strazianti, dolorose, invivibili. In tutto questo Dio non può permettersi il lusso di esistere.
Chi non sa ridere non è una persona seria.
Il limite di Dio è la sua onnipotenza: qualunque cosa faccia, poteva farla meglio.
La pace è un pericolo costante: le guerre scoppiano sempre in tempo di pace.
L'invidia o il puntìglio, cortesi amici, può far de' volumi contro l'opere grandi, ma non mai opprimerle sotto il lor peso.
Sono immune dall'invidia, libero di provare ammirazione e amicizia, che bellezza! Non c'è niente di più triste di qualcuno che soffre per il successo altrui, che è schiavo della critica e del rancore, che trasuda invidia, che si dibatte nel dispetto: un infelice.
In termini psicologici potremmo dire che l'invidia è un tentativo un po' maldestro di recuperare la fiducia e la stima in sé stessi, impedendo la caduta del proprio valore attraverso la svalutazione dell'altro.
L'invidia è una pandemia.
L'invidia è una terribile fonte di infelicità per moltissima gente.
Dall'invidia all'ammirazione c'è un passo: l'onestà.
L'invidia è una forma di vizio, in parte morale e in parte intellettuale, che consiste nel non vedere mai le cose in se stesse, ma soltanto in rapporto ad altre.
Sola la miseria è senza invidia nelle cose presenti.
Come una falena rode un indumento, così fa l'invidia consuma una persona.
Non v'è nulla di più inconciliabile e crudele dell'invidia: eppure ci sforziamo senza posa soprattutto di suscitarla!