L'invidia è una pandemia.- Francesco Alberoni
L'invidia è una pandemia.
Che cos'è l'innamoramento? È lo stato nascente di un movimento collettivo a due.
Non esiste movimento senza una differenza, non esiste innamoramento senza la trasgressione di una differenza.
La timidezza è un meccanismo di difesa contro il pericolo di venir respinti nell'incontro, di venir svalutati dal rifiuto.
L'amore tende a separare la legge dalla persona; vuol instaurare altre leggi, altre norme, non vuol sopprimere le persone, vuole amarle.
L'amore dà un enorme potere su chi ama e questo enorme potere può far piacere perché lusinga la vanità, perché rende l'altro schiavo, disponibile, pronto a ogni cenno ed ogni desiderio.
L'amore guarda attraverso un telescopio; l'invidia, attraverso un microscopio.
Un io feroce: ecco l'invidioso.
Certo che la fortuna esiste. Altrimenti come potremmo spiegare il successo di quelli che non ci piacciono?
Non c'è che una stagione: l'estate. Tanto bella che le altre le girano attorno. L'autunno la ricorda, l'inverno la invoca, la primavera la invidia e tenta puerilmente di guastarla.
Congratularsi vuol dire esprimere con garbo la propria invidia.
Non si deve invidiare nessuno; visto che i buoni non meritano invidia, ed in quanto ai cattivi, più essi trovano buona sorte più si rovinano.
L'invidia è come una palla di gomma che più la spingi sotto e più torna a galla.
L'invidia si volge alle cose vicine, mentre quelle lontane sono guardate con animo schietto e sincero. La vita del saggio, dunque, spazia per ogni dove, è senza tempo, non è limitata, come quella degli altri mortali.
Gli uomini non conoscono la propria felicità, ma quella degli altri non gli sfugge mai.
Ho sempre vinto l'invidia, la vigliaccheria e la malvagità coprendole di maestosa invisibilità e di appariscente indifferenza.