L'invidia è una pandemia.- Francesco Alberoni
L'invidia è una pandemia.
Ho sempre distinto fra infatuazione e innamoramento. Nell'infatuazione desideri ardentemente l'altra persona, desideri fare l'amore con lei, sei geloso, soffri per la sua mancanza, puoi perfino avere l'impressione di impazzire per lei. Eppure manca qualcosa: la confidenza profonda.
Che cos'è l'innamoramento? È lo stato nascente di un movimento collettivo a due.
Il rimorso è legato a qualcosa avvenuto nel passato e su cui non possiamo più agire, quindi appartiene all'irreparabile.
Poiché tutti i nostri desideri scaturiscono dalle profondità del nostro inconscio, non sappiamo dove e cosa cercare.
Nessuna forma di amore ha tanto rispetto della libertà dell'altro come l'amicizia.
L'effetto dell'invidia non è un desiderio di possedere quella cosa, quanto piuttosto che gli altri non la possiedano.
Se c'era invidia tra noi modelle non mi riguardava. Ero l'unica coi capelli rossi: avevo un mercato mio.
In termini psicologici potremmo dire che l'invidia è un tentativo un po' maldestro di recuperare la fiducia e la stima in sé stessi, impedendo la caduta del proprio valore attraverso la svalutazione dell'altro.
Tra invidia e superbia c'è una sottile parentela dovuta al fatto che il superbo, se da un lato tende a superare gli altri, quando a sua volta viene superato non si rassegna, e l'effetto di questa non rassegnazione è l'invidia.
Se non riesci a odiare e a invidiare gli altri, essi ti odieranno e ti invidieranno per questo.
Sola la miseria è senza invidia nelle cose presenti.
L'invidia di ieri non è già finita: stasera vi invidio la vita.
Quanto più in alto sali, tanto più piccolo ti vede l'occhio dell'invidia.
Il vero amico non è colui che è solidale nella disgrazia, ma quello che sopporta il tuo successo.
L'invidioso è destinato a non godere mai.