Il milionario non godrebbe niente se gli mancasse l'invidia del popolo.- Alfredo Panzini
Il milionario non godrebbe niente se gli mancasse l'invidia del popolo.
La menzogna è nella vita. E allora perchè soffrire per combattere quello che è nella vita, che è la vita?
La scienza ha dimostrato che l'uomo è di sua natura poligamo, e il matrimonio non sussiste che come contratto o come solenne corbelleria.
La fortuna fa come il baro nel giuoco: fa vincere qualche volta, per allettare gli altri.
Fino a quel giorno avevo conosciuto, anzi avevo combattuto con i tre generi, maschile, femminile e neutro; ma ignoravo che cosa fosse quell'essere delizioso e perfidamente saggio che è la femmina.
Ci si può liberare dell'invidia gustando le gioie che si trovano sul proprio cammino, svolgendo il lavoro che si deve svolgere, ed evitando di fare confronti con coloro che reputiamo, forse erroneamente, molto più fortunati di noi.
L'invidia è un cieco che vuole strapparti gli occhi.
L'invidia è così magra e pallida perché morde e non mangia.
L'invidia è ignoranza.
Tra invidia e superbia c'è una sottile parentela dovuta al fatto che il superbo, se da un lato tende a superare gli altri, quando a sua volta viene superato non si rassegna, e l'effetto di questa non rassegnazione è l'invidia.
Non c'è che una stagione: l'estate. Tanto bella che le altre le girano attorno. L'autunno la ricorda, l'inverno la invoca, la primavera la invidia e tenta puerilmente di guastarla.
Il vasaio ce l'ha con il vasaio e l'artigiano con l'artigiano, il mendico invidia il mendico e il poeta il poeta.
Credo che l'invidia sia il mio peccato...
L'invidia è un sentimento che divora chi lo nutre.
L'invidia è il segno sicuro del difetto, dunque se è rivolta ai meriti altrui è il segno del difetto di meriti propri.