Il ferro è consumato dalla ruggine, l'invidioso dal suo vizio.- Plutarco
Il ferro è consumato dalla ruggine, l'invidioso dal suo vizio.
La morte dei giovani è un naufragio, quella dei vecchi un approdare al porto.
Alcuni, per salvarsi dalla superstizione, finiscono col cadere in un ateismo rigido ed ostinato, varcando d'un balzo la vera religiosità, che sta nel mezzo.
La facilità e la velocità nel fare una cosa non danno al lavoro durevole solidità né la precisione della bellezza.
Io sono tutto ciò che sono stato, che sono, che sarò.
La morte non bisogna né temerla né desiderarla.
Non sopravvalutare quello che hai ricevuto e non invidiare il prossimo: colui che invidia il prossimo non conseguirà la pace della mente.
Se c'era invidia tra noi modelle non mi riguardava. Ero l'unica coi capelli rossi: avevo un mercato mio.
La Grandezza ispira l'Invidia, l'Invidia genera Rancore, il Rancore produce Menzogne.
L'invidia soffre per la buona fortuna del prossimo, e non potendo godere, per insufficienza propria, dei propri successi, gode malignamente degli insuccessi altrui.
L'invidia è come una palla di gomma che più la spingi sotto e più torna a galla.
Ogni volta che penso alla crocifissione di Cristo, commetto il peccato dell'invidia.
Essere felici è essere invidiati. Ebbene, c'è sempre qualcuno che c'invidia. Si tratta di conoscerlo.
Sono immune dall'invidia, libero di provare ammirazione e amicizia, che bellezza! Non c'è niente di più triste di qualcuno che soffre per il successo altrui, che è schiavo della critica e del rancore, che trasuda invidia, che si dibatte nel dispetto: un infelice.
Il vero amico non è colui che è solidale nella disgrazia, ma quello che sopporta il tuo successo.
Che cosa è l'uomo che invidia l'altro uomo, se non una miseria che invidia un'altra miseria?