Come la ruggine consuma il ferro, così la invidia consuma gli invidiosi.- Antistene
Come la ruggine consuma il ferro, così la invidia consuma gli invidiosi.
Bisogna badare ai nemici, perché sono i primi a notare i nostri errori.
È proprio dei re agire bene e sentirsi dire male.
Bisogna stimare di più l'uomo giusto che il consanguineo.
Osserva i tuoi nemici, perché scopriranno per primi i tuoi punti deboli.
Invidioso non è tanto chi soffre che altri abbia qualcosa che lui non ha, quanto chi soffre che altri abbia ciò che lui ha.
L'invidia è il segno sicuro del difetto, dunque se è rivolta ai meriti altrui è il segno del difetto di meriti propri.
Il male è che se c'è qualcosa di bello qualcuno vuole che sia brutta. Il male è un bambino che piange perché ha paura di mostri che non ci sono. Il male è non essere capaci di ballare e decidere di maledire chi balla invece di imparare a farlo.
Non invidiare chi sembra avere tutto, non ha davvero tutto. Ha ciò che vuole e vive la vita che desidera, ma non ha ciò di cui ha veramente bisogno.
L'invidia ha gli occhi e la fortuna è cieca.
L'invidia sempre vile e bassa, avversa alla giustizia e alla benevolenza è quella che sbandisce dall'animo ogni pace e tranquillità nel suo livore, che è capace del tradimento e della calunnia per opprimere ed abbassare il merito, che si espone giustamente all'odio ed all'esecrazione di tutti.
La morte acquieta l'invidia completamente, la vecchiaia lo fa per metà.
Non c'è nessuno che meriti la tua invidia.
L'invidia si annida in fondo al cuore umano come una vipera nella sua tana.
Un io feroce: ecco l'invidioso.