Non c'è nessuno che meriti la tua invidia.- Joan Fuster
Non c'è nessuno che meriti la tua invidia.
Certi sapienti hanno asserito che le ginocchia sono state create perché l'uomo possa inginocchiarsi e ne hanno dedotto austere dottrine politiche e religiose.
Se non sei opportunista non fare il politico.
I soli veri piaceri sono quelli inaspettati.
Se l'adulto rimpiange l'infanzia, è perché non la ricorda o perché la ricorda male.
Le lezioni più utili sono quelle da cui decidiamo di non trarre nessun profitto.
L'invidia e le teste vuote vanno sempre insieme.
L'invidia, il sentimento più fortificante e più puro.
Il successo degli invidiosi è l'insuccesso degli altri.
In termini psicologici potremmo dire che l'invidia è un tentativo un po' maldestro di recuperare la fiducia e la stima in sé stessi, impedendo la caduta del proprio valore attraverso la svalutazione dell'altro.
La persona veramente invidiosa è insaziabile, non potrà mai essere soddisfatta, poiché la sua invidia scaturisce da dentro e pertanto trova sempre un oggetto su cui focalizzarsi.
Possiamo descrivere il nostro odio, la nostra gelosia, le nostre paure, le nostre vergogne. Ma non la nostra invidia.
Che se ne fa l'uomo del danaro, se non lo aiuta a suscitare l'invidia del prossimo mediante lo sfarzo di indumenti rari? Che gusto c'è a vestirsi di lana o di tela, se tutto il mondo ne fa uso?
Tre sono gli istinti primordiali: l'angoscia, l'invidia e il senso di immortalità.
Gli uomini invidiosi dal fiuto più sottile cercano di non conoscere con maggior precisione il loro rivale per potersi sentire superiori a lui.
Il milionario non godrebbe niente se gli mancasse l'invidia del popolo.