L'invidia, il sentimento più fortificante e più puro.- Jules Renard
L'invidia, il sentimento più fortificante e più puro.
Essere felici vuol dire essere invidiati. Ora c'è sempre qualcuno che ci invidia. Si tratta di scoprirlo.
Si ama eternamente tutto ciò che non si può avere.
È molto più difficile non credere che credere in Dio, i veri atei sono quasi introvabili.
La più stupida esagerazione è quella delle lacrime. È seccante come un rubinetto che non si chiude.
Il successo degli altri mi disturba, ma molto meno che se fosse meritato.
Ci sono due Pd, quello del territorio dove con l'Idv si sta realizzando un nucleo di alternativa e quello della dirigenza politica fatto di invidia e insoddisfazione. Noi facciamo politica, non è colpa nostra se gli elettori ci premiano.
Possiamo descrivere il nostro odio, la nostra gelosia, le nostre paure, le nostre vergogne. Ma non la nostra invidia.
L'invidia soffre per la buona fortuna del prossimo, e non potendo godere, per insufficienza propria, dei propri successi, gode malignamente degli insuccessi altrui.
L'invidia è una pandemia.
L'invidia è come una palla di gomma che più la spingi sotto e più ti torna a galla.
L'invidia è una forma di vizio, in parte morale e in parte intellettuale, che consiste nel non vedere mai le cose in se stesse, ma soltanto in rapporto ad altre.
Il guadagno altrui viene quasi sempre percepito come una perdita propria.
Invidia, radice d'infiniti mali e tarlo delle virtù! Tutti i vizi seco si traggono.
Il cane chiuso nel recinto abbaia a quello che scorrazza liberamente.
Che cosa è l'uomo che invidia l'altro uomo, se non una miseria che invidia un'altra miseria?